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IL FRUTTETO. Evoluzione delle densità di impianto e moderni orientamenti

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Carmelo Ofria Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 342 click dal 18/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Carmelo Ofria

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16 DISTANZE D’IMPIANTO E SVILUPPO DELLA CHIOMA A differenza del passato, dove spesso le distanze erano incostanti, oggi la distanza tra le file è fissata in anticipo(dipendente oltre che dall’altezza degli alberi, dallo spazio obbligatoriamente libero lasciato tra le file per il passaggio delle macchine) e possibilmente viene tenuta costante nel frutteto(per facilitare le operazioni colturali dei vari appezzamenti); la distanza sulla fila varia invece in funzione della cultivar, del portinnesto (sarebbe meglio dire dalla combinazione cultivar/portinnesto), della forma, ecc. Per esempio, sfruttare il principio della fila unica ma della doppia parete(con un probabile aumento della massa fogliare esposta alla luce); è ciò che si fa con le forme ad “Y trasversale” ed a “V”, con il vantaggio di poter aumentare la densità di piantagione, riducendone i rischi e lasciando un sufficiente spazio tra le file. Numerose prove dimostrano l’elevata produttività di queste forme ad “Y” ed a “V” ma mettono anche in guardia dagli elevati costi sostenuti, specie in termini di strutture di sostegno(pali e fili) per allevare razionalmente gli alberi. Alcune delle nuove forme, utilizzate nell’alta densità, abbandonano il principio della “forma libera”(albero non potato inizialmente) per andare verso una “costrizione” controllata dell’attività vegetativa(resa necessaria dall’accresciuto numero di piante e quindi dall’alta densità); la tecnica d’allevamento poggia su una forte rivalutazione degli interventi al verde. Con le alte densità acquisisce un maggiore peso la potatura di produzione che, a differenza del passato, deve essere applicata fin dallo stadio di allevamento: con le alte densità, la potatura di produzione deve essere molto accurata, occorre che il carico di gemme miste rimaste dopo la potatura invernale sia rapportato alle effettive potenzialità dell’albero se non si vuole penalizzare la qualità e andare verso l’alternanza. Densità relativamente alte si giustificano solo con un ottimale combinazione di tutti gli altri fattori(portinnesti, sesti d’impianto, forma d’allevamento, potatura), altrimenti l’alta densità può diventare il fattore limite che impedisce, nel tempo, il mantenimento e anche il raggiungimento di un elevato standard merceologico del prodotto. Alta densità di piantagione non deve significare anche chioma fitta, ma espansa, relativamente rada, poco ombrosa, ma con alta capacità di intercettazione dell’energia radiante. Per quanto riguarda il portinnesto, in un contesto di coltivazione intensiva diventa pressochè fondamentale. Nel passato non era poi così importante, anzi, spesso le piante venivano impiantate autoradicate o innestate semplicemente su franco, non essendo la dimensione degli alberi importante per gli impianti estensivi. Adesso, sono in continua
Estratto dalla tesi: IL FRUTTETO. Evoluzione delle densità di impianto e moderni orientamenti