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Il colonialismo italiano in Africa: l'esperienza di Giuseppe Maria Giulietti

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Simone Sicilia Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 41 click dal 20/07/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Simone Sicilia

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11 stilare dei rapporti positivi da inviare a Depretis al fine di invogliare l’azione governativa a suo favore. Tra le polemiche interne ed internazionali, si preparò una spedizione verso Assab, che giunse a destinazione nel Natale del 1879 e segnò l’inizio dei lavori di sistemazione della colonia. Giulietti, sempre al servizio di Rubattino, aveva l’importante compito di tenere informato l’imprenditore sull’andamento della città e dare consigli nella gestione di Assab: secondo il genovese il miglior modo per accelerare i lavori di ammodernamento e per garantire la protezione della colonia e dei suoi abitanti era l’uso della forza, impiegando plotoni armati a difesa dei confini, oltre che l’importazione forzata di prigionieri costretti ai lavori forzati a beneficio dello Stato. Sull’onda delle opinioni di Giulietti e dei suoi collaboratori, De Amezaga, chiamato a controllare ad interim i lavori di costruzione, decise di propria iniziativa di instaurare la legge marziale pochi mesi dopo aver preso l’incarico, trasgredendo l’esplicito ordine del Governo di astenersi da tutto ciò che potesse essere visto a livello internazionale come una presa di possesso forzato del territorio, sostenendo che la baia di Assab altro non era che un tratto di costa affidato alla protezione degli italiani e quindi soggetto al loro controllo. È proprio questa decisione che stabilisce senza equivoci la piena sovranità italiana su Assab e che attribuisce così al De Amezaga la carica di un governatore a tutti gli effetti. Mentre Sapeto allargava la proprietà di Rubattino comprando le isole adiacenti dal sultano Berehan di Raheita, De Amezaga venne costretto al rientro in Italia, non prima di aver ulteriormente espanso l’acquisto fino al controllo di quasi 700 km². Il compito di Giulietti non consisteva semplicemente nel fare rapporto a Rubattino, ma prevedeva anche l’esplorazione dell’area circostante per conto della Società Geografica che aveva fornito i mezzi utili alla spedizione. Aiutato da una quindicina di marinai del guardiamarina Ambrogio Colombo effettuò tre diversi viaggi, scoprendo rovine di città abbandonate, nuove specie animali, nuove fonti d’acqua e villaggi mai incontrati prima, nei quali non esitarono a mostrarsi con l’atteggiamento tipico dei conquistatori europei: alla richiesta di aiuti di una tribù locale risposero infatti che “gli europei erano usi di tirare a palla sopra qualunque oggetto semovente si presentasse a tiro di fucile”. 1 Il 5 luglio 1880 giunse ad Assab il capitano Frigerio in sostituzione del De Amezaga. Questi era un pioniere lungimirante, caratterizzato da una forte prudenza nelle mosse politiche che contrastava con gli animi esaltati di altre personalità come Sapeto e Giulietti stesso, che non vedevano l’ora di prendere il comando del territorio a nome della patria. Fu 1 A. Marchese, G. M. Giulietti, p. 142
Estratto dalla tesi: Il colonialismo italiano in Africa: l'esperienza di Giuseppe Maria Giulietti