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Cosa Nostra struttura di peccato

Laurea liv.I

Facoltà: Teologia

Autore: Valerio Curzio Fasani Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 73 click dal 10/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Valerio Curzio Fasani

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10 Maschilismo paternalistico Nella visione del mondo mafiosa, all’interno della famiglia il maschio gode di una intrinseca superiorità rispetto alla donna. Può essere ammesso, infatti, in Cosa Nostra, mentre – come ha spiegato il collaboratore di giustizia Gioacchino Pennino nel corso di un’intervista televisiva condotta da Rita Mattei – «il soggetto femminile» ne è escluso, perché considerato «un soggetto non virile, non duro di carattere». La donna viene ritenuta «incapace di operare quella completa identificazione col gruppo, quella rinuncia all’individualità richieste come condizioni ineludibili per entrare a far parte dell’organizzazione». 15 Il maschilismo di possesso è strettamente legato a un paternalismo protettivo che riconosce nella donna un soggetto debole da difendere e da tenere lontano dalle insidie del mondo. L’organizzazione criminale al di sopra di tutto riconosce nella moglie e nella vita del figlio uno strumento di possibilità per il mantenimento dello status quo, al di fuori del quale tutto è lecito perché si ristabilisca l’ordine discusso. 4.2. I valori Nella transcultura mafiosa si osservano tre valori prevalenti. Apprezzamento dell’omertà Nella scala dei valori mafiosi l’omertà ha sempre occupato un ruolo chiave: «Il termine rinvia a umiltà, che non è una qualifica morale, ma è quel tipo di condotta caratterizzata da silenzio, segretezza e ubbidienza richiesta dalle associazioni di carattere massonico, nonché dalle antiche confraternite religiose composte da laici devoti.» 16 L’omertà non è il semplice silenzio di fronte ad un evento criminale, che rende in qualche modo conniventi, ma un più ampio viscoso disconoscimento del ruolo istituzionale che deve garantire il controllo sociale; un silenzio che nasce dall’automatico riconoscimento dell’ordine e controllo mafioso come il vero e unico potere capace di dettare regole e di renderle seguibili ed efficaci. Un riconoscimento basato su paura, abitudine, solitudine, interesse. La storia della mafia è però piena di delatori che ricorrono alle forze dell’ordine quando non riescono a far fuori i propri nemici in altro modo: il valore assoluto dell’omertà viene anch’esso meno di fronte ai propri spregiudicati calcoli. Enfatizzazione dell’onore Alla base dell’omertà, vi è l’idea di onore. Struttura complessa, difficilmente razionalizzabile ed identificabile, l’onore è un miscuglio di potere, ipertrofia dell’io, necessità assoluta di riconoscimento e adorazione, auto-investitura salvifica, non riconoscimento dell'alterità se non come appendice dei propri 15 T. PRINCIPATO - A. DINO, Mafia donna. Le vestali del sacro e dell’onore, Flaccovio, Palermo 1997, 26. 16 V. CERUSO, Le sagrestie di cosa nostra. Inchiesta su preti e mafiosi, Newton Compton, Roma 2007, 34.
Estratto dalla tesi: Cosa Nostra struttura di peccato