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L'efficienza dei partenariati pubblico-privati nell'offerta ospedaliera italiana: un'analisi quantitativa

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Polo Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 103 click dal 14/11/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesco Polo

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2. Richiami alla letteratura di riferimento 11 2.2 Vantaggi e svantaggi nel contesto italiano Nel contesto italiano di PPP in sanità si è verificato un ottimo tempismo nella costruzione delle opere. Il ritorno degli investimenti privati, attraverso l’inizio delle operazioni di gestione, assoggettano il privato ad una celerità nella realizzazione dell’opera (Amatucci, et al., 2014). Questo può far pensare ad un’attenzione del privato alle sole tempistiche a dispetto della qualità, ma legare, ad esempio, la manutenzione in sede contrattuale fa sì che, essendo il privato obbligato a rispondere in solido per le opere di manutenzione, si crei una struttura solida e duratura per ovviare sopravvenienze passive. In aggiunta, offrire al privato una quantità di capitale di rischio nel progetto, comporta un maggior incentivo per lo stesso nel trasferire le sue capacità manageriali e know-how per innovare in costo e qualità (Hart, et al., 1997). Spesso, però, in sede di negoziazione si hanno difficoltà tra gli interlocutori per la presenza di un’aliquota IVA pesante, per la rigidità contrattuale che va a crearsi con legami lunghi di PPP, e si sommano le più recenti difficoltà di credit crunch. I costi del PPP italiano, infatti, sono alti, ma i margini risultano essere interessanti grazie alla scarsa competizione nel mercato e al potere negoziale delle grosse imprese private (Amatucci, et al., 2014). Questa bassa competitività nel mercato PPP italiano porta i benefici precedentemente descritti in merito alla commerciabilità dello strumento, ma rischia di creare fallimenti di mercato. Vari studiosi infatti hanno trovato che in presenza di una bassa competitività nel mercato PPP e in presenza di un operatore pubblico che non ha sufficienti risorse per organizzare appalti ripetitivi, possa verificarsi una collusione di prezzo o turbativa d’asta (Laffont & Tirole, 1993; Buccirossi, 2008), una rinegoziazione del contratto da parte del privato a fronte di un’aggiudicazione del prezzo dell’asta a ribasso (Laffont & Tirole, 1993), una situazione di rigidità contrattuale ex ante che porta a maggior esborso contabile ex post (Wang & Bunn, 2004) e una maggiore onerosità del progetto PPP rispetto ad una relazione tra privati (Moszoro & Spiller, 2013). Il concetto principale che regola tali strutture è la definizione accademica di complex contract che assumono questi progetti (Brown, et al., 2009). L’attenzione nei complex contract deve essere massima per non oltrepassare la linea in cui da una situazione di benessere sociale ci si trovi in un contesto lose-lose. Qui ci si collega ai meccanismi necessari per una calibrazione degli interessi nella celebre principal-agent theory. In questi strumenti alternativi di finanziamento pubblico, l’incentivo alla cooperazione deve entrare come elemento cruciale di contrappeso dei diversi interessi pubblici e privati. Altrimenti, il maggior sforzo contabile rispetto all’outsourcing, vista la presenza di maggiori portatori di interessi (Forrer, et al., 2010), ricade sulla qualità dei servizi.
Estratto dalla tesi: L'efficienza dei partenariati pubblico-privati nell'offerta ospedaliera italiana: un'analisi quantitativa