Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Analisi Morfologiche e Strutturali per l'Indagine delle Ceramiche Archeologiche

Laurea liv.I

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Manuele Mondini Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 26 click dal 23/11/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Manuele Mondini

Mostra/Nascondi contenuto.
1.3 La cottura 16 Al2Si2O5 OH 4 450−600°C 𝑑𝑒𝑖𝑑𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 > 2Al2Si2O7+4H2O A temperature maggiori (900°C), la metacaolinite può reagire con gli ossidi presenti nell’impasto, come l’ossido di calcio (CaO) formatosi per decomposizione dei carbonati a circa 700-850°C, e formare minerali secondari come la wollastonite (CaSiO3) e gehlenite (Ca2Al(AlSi)O7). A sua volta la gehlenite può reagire fra i 950-1100°C con gli ossidi di Al e Si e formare anortite (minerale feldspatico con formula CaAl2Si2O8). Inoltre, la metacaolinite che non reagisce con altri composti accresce in spinelli fra 755- 1050°C; oltre tale temperatura inizia a trasformarsi in mullite, con punto di fusione attorno i 1400°C (Stevenson & Gurnick 2016). L’illite si comporta diversamente a causa dei cationi inclusi nel reticolo che condizionano il movimento della molecole di acqua durante la deidrossilazione. Questo processo ha inizio a circa 350°C con la condensazione dell’acqua di legame e la rottura dei legami Al-O. La struttura si mantiene compatta fino a 700°C e inizia a collassare a circa 850°C. Successivamente inizia una seconda fase di deidrossilazione che si protrae fino a 1100°C a seconda degli ioni presenti nei minerali. Oltre questa temperatura si formano degli spinelli che possono fondere a temperature maggiori di 1300°C, mentre, come per la caolinite, oltre i 1100°C si forma anche mullite con una reazione concorrente. La montmorillonite è definita come un minerale turbostratico, in cui i pacchetti di fillosilicati non sono perfettamente allineati (Stevenson & Gurnick 2016). I cationi nell’interstrato sono relativamente mobili e questo minerale è in grado di assorbire molta acqua. Anche in questo caso il numero e la specie dei cationi all’interno dei minerali influisce sulla cinetica di deidrossilazione che inizia attorno ai 500°C o ai 700°C a seconda della coordinazione di legame rispettivamente -trans o -cis fra gli ossidrili ed i cationi vicarianti. Anche la montmorillonite reagendo con degli ossidi forma alcuni minerali secondari come anortite, enstatite, cristobalite, mentre accresce in spinelli oltre i 1000°C. Anche i materiali non argillosi dell’impasto subiscono diverse trasformazioni. Il quarzo, ad esempio, riveste un ruolo importante sia perché è un minerale sempre presente in quantità considerevoli, sia perché incorre in alcuni cambiamenti di fase fra quarzo, tridimite, cristobalite e silice fusa, che comportano variazioni di volume e quindi modifiche sulla morfologia e microstruttura generale. I cambiamenti più importanti
Estratto dalla tesi: Analisi Morfologiche e Strutturali per l'Indagine delle Ceramiche Archeologiche