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L’interpretazione per i media: criticità e strategie riparatorie

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Elisa Contigiani Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 46 click dal 29/11/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Elisa Contigiani

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14 1.3 I partecipanti La sezione che segue analizza le caratteristiche e il ruolo dei principali soggetti coinvolti nell’evento mediale: il conduttore, l’ospite (che può essere un esperto, un personaggio famoso ma anche la gente comune) e il pubblico. 1.3.1 Il conduttore Nella televisione classica il ruolo del conduttore, ancora definito come ‘presentatore’, risultava facilmente identificabile, anche solo osservando la modalità con cui quest’ultimo entrava in scena: nel Varietà classico, ad esempio, il presentatore iniziava il programma collocandosi al centro della scena. Oggi invece è molto piø complicato identificare il conduttore o la conduttrice basandosi esclusivamente sulla posizione che essi assumono in scena o sui loro movimenti. Taggi (2003: 195) introduce diversi esempi che avvalorano questa tesi, citando programmi come Chi vuol essere milionario? dove si assiste all’annullamento della distanza fisica tra concorrente e conduttore che, infatti, siedono uno di fronte all’altro; la stessa cosa accade in un altro quiz televisivo come L’Eredità, in cui però è un familiare o un amico ad essere fisicamente presente vicino al concorrente per spronarlo e motivarlo. Nel programma Non fatelo a casa è addirittura il conduttore a mettersi completamente in gioco, impegnandosi in prima persona a svolgere le prove in caso di rifiuto del concorrente. In passato anche la definizione delle caratteristiche richieste al presentatore era piø immediata e qualità come credibilità, eleganza nei modi e nel portamento, fascino e sicurezza erano imprescindibili. Oggi invece il conduttore è portato ad assumere una molteplicità di ruoli, a seconda della situazione: affabile, discreto e complice in determinati contesti, autorevole, indiscreto, malizioso e avversario in altre (Ivi: 196). Esistono anche alcuni programmi dove il conduttore è invisibile, il che non significa che è completamente assente, ma solo che non si mostra fisicamente alle telecamere stimolando così la curiosità del pubblico. Si pensi ad esempio ad alcune puntate di Mai dire goal, dove il telespettatore può udire solo le voci della Gialappa’s, senza che ci sia un conduttore fisicamente presente in studio (Ivi: 201). Per quanto riguarda gli stili di conduzione, Charaudeau e Ghiglione (1977: 48- 50, citati in Straniero Sergio 2007: 105-106) ne identificano sette: - clessidra: è un conduttore che espone gli argomenti, dà la parola ai partecipanti e fa rispettare i tempi. Ad oggi questo tipo di conduzione sembra sopravvivere solo in
Estratto dalla tesi: L’interpretazione per i media: criticità e strategie riparatorie