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Living Together. Scene dalla nuova Âge d'or digitale. Il sistema dell'arte post grande recessione

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Teoria e Pratica dell'Arte Contemporanea

Autore: Francesca Romana Ricci Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 27 click dal 09/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Francesca Romana Ricci

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12 I dispositivi dominanti di un’epoca e la struttura sociale: come nasce una classe * Quali sono le soggettività del contemporaneo? Quali i riti, le liturgie, le regole? Sullo sfondo di quale “a priori storico” appaiono le idee, si costruiscono le scienze, si valutano le esperienze e le si traduce in filosofie? Ogni epoca, dall’alba della vita, prende la sua forma, ha il suo “modo di essere”, per il sistema di regole di formazione e di trasformazione dei sistemi di pensiero, che prende in campo filosofico la definizione di “episteme”. Nella redazione della sua magna opera Les mots et les choses (1966), animato da una necessità di spazializzazione della storia, al fine di disattivare la nozione di divenire o sviluppo implicita nella storia delle idee e delle teorie della razionalizzazione, Foucault pone al centro di una nuova metodologia dell’indagine sociale di tipo archeologica il concetto di “episteme”, in quanto sintesi delle condizioni di possibilità in cui le conoscenze di un’epoca affondano la loro positività. Il “campo epistemologico”, è l’insieme di rapporti che lega i diversi tipi di discorso in un’epoca, che di conseguenza costituiscono la cultura della stessa, Una costante del pensiero foucaultiano sono i processi di soggettivazione, ovvero la maniera in cui l’uomo occidentale sia arrivato a definire se stesso come soggetto, e secondo quali caratteristiche. Qual è l’elemento storico che ha fatto sì che noi, e prima di noi i nostri progenitori, ci siamo potuti definire come soggetti? Sotto quali regimi di verità noi ci definiamo? Foucault aveva ben intuito che un qualsiasi esercizio di libertà presupponeva una comprensione di se stessi storica (e non trivialmente psicanalitica o sociale), cioè che osservi quale è il rapporto di forza che impone i saperi e che si alimenta dei saperi stessi. Tuttavia, l’episteme, non è altro che l’ordine organizzativo che esaurisce il dicibile e l’enunciabile, il modo di esperire le cose di un’epoca, lo strumento per ricollocare nel loro campo di riferimento enunciati e strutture del discorso, ma è inutilizzabile per ricerche volte a sondare quelli che Foucault definisce “giochi di potere”, che a partire dagli anni ’70, diventeranno la base dell’ osservazione socio-culturale di Foucault. Mentre nel Foucault degli anni sessanta domina ancora l’analisi delle dinamiche del sapere, negli anni settanta un altro termine fondamentale si affaccia alla sua * "Che cos’è un dispositivo" di Amos Bianchi - http://www.adversus.org/indice/nro-25/notas/X-25-12.pdf
Estratto dalla tesi: Living Together. Scene dalla nuova Âge d'or digitale. Il sistema dell'arte post grande recessione