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Monitoraggio multiparametrico remoto nei pazienti con BPCO: valutazione dell'impatto sulla qualità della vita e sulla soddisfazione del paziente

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Giuseppe Giordano Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 129 click dal 14/12/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Giuseppe Giordano

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1.2 Presentazione clinica e diagnosi funzionale La BPCO viene sospettata in presenza di sintomi e in base alla coesistenza di fattori di rischio, ma deve essere confermata attraverso l’esecuzione delle prove di funzionalità respiratoria: queste permettono non solo di effettuare la diagnosi, ma anche di seguire l’evolversi della malattia nel tempo. Il metodo migliore è rappresentato dalla spirometria, un test strumentale standardizzato, riproducibile, oggettivo ed ampiamente diffuso che viene comunemente indicato come il Gold Standard per la diagnosi, il follow up e l’inquadramento della BPCO. Si pone diagnosi positiva quando alla spirometria si evidenzia una riduzione dell’indice di Tiffeneau (rapporto tra volume espiratorio massimo al primo secondo – VEMS – e capacità vitale forzata – CVF -, moltiplicato cento), cioè (VEMS o FEV1)/(CVF) X100, che risulta inferiore al 70% anche dopo test di broncodilatzione. La complessità di questo quadro deriva dal fatto che comporta un coinvolgimento di alterazioni strutturali quali l’infiammazione cronica e remodeling sia delle vie aeree centrali e periferiche che del parenchima polmonare. La risposta infiammatoria non riguarda solo il polmone, ma ha effetti a distanza anche su altri organi e apparati. Le alterazioni fisiopatologiche caratteristiche della malattia invece, comprendono la riduzione del flusso aereo espiratorio e l’iperinflazione polmonare, l’ipersecrezione di muco, le alterazioni della funzionalità ciliare, le alterazioni degli scambi gassosi, l’ipertensione polmonare ed il cuore polmonare. I criteri stabiliti dall’American Thoracic Society per diagnosticare la bronchite cronica sono rappresentati dalla persistenza di tosse ed espettorato presenti da 2 anni per almeno 3 mesi l’anno. Nel tentativo di ricostruire la storia naturale della BPCO possiamo distinguere tre stadi: 1. PRECLINICA Fase paucisintomatica nella quale i sintomi sono comunque aspecifici e reversibili. Questa prima fase è quella di più difficile definizione, in quanto il malato è clinicamente poco distinguibile dal soggetto sano fumatore. 14
Estratto dalla tesi: Monitoraggio multiparametrico remoto nei pazienti con BPCO: valutazione dell'impatto sulla qualità della vita e sulla soddisfazione del paziente