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Le residenze artistiche come strumento didattico e divulgativo: il caso Itinera

Diploma di Laurea

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Cristina Diana Dimofte Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 130 click dal 01/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Cristina Diana Dimofte

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8 Francia a Roma 2 , seguendo le lezioni ed avendo così l’opportunità di vedere da vicino le opere d’arte dei famosi maestri antichi e rinascimentali dei quali non era raro che eseguissero delle copie da riportare in Francia, per costituire un museo di meraviglie utile a tutti coloro che, non avendo vinto, difficilmente potevano sostenere le ingenti spese di un Gran Tour in Italia. Gli Stati Uniti furono particolarmente attivi nel Novecento. Proprio all’inizio del secolo, nel 1900, finanziere Spencer Trask e la moglie poetessa, in mancanza di eredi diretti, decisero di lasciare in eredità la loro casa di Saratoga Springs nello stato di New York, a imprecisate future generazioni di pittori, compositori, scrittori e artisti. Fondarono dunque la Corporation of Yaddo: di fatto la prima residenza artistica newyorkese ancora oggi attiva per mostre, workshop e naturalmente residenze d’artista. Pochi anni dopo nasceva Woodstock Byrdcliffe Guild, una colonia aperta a tutti i creativi della contea di Woodstock nello stato di New York 3 . Infine, qualche decennio più tardi nacque il primo Gregory Fellowship in the Creative Arts, istituito nel 1950 dall’Università di Leeds in Gran Bretagna e voluto dal editore e mecenate inglese Peter Gregory. Il premio si rivolgeva soprattutto a poeti e prevedeva l’ospitalità nella comunità di Leeds allo scopo di creare un’opera originale. Sempre dedicata alla letteratura, ma questa volta nella vecchia Europa, possiamo segnalare il caso di Worpswede, un piccolo villaggio vicino a Brema, in Germania, frequentato da artisti come lo scrittore Rainer Maria Rilke e il pittore Heinrich Vogeler. Esisteva dunque la consapevolezza che gli artisti necessitassero di tempo per la propria ricerca personale e di un ambiente adeguato a sviluppare l’idea stessa dell’opera da realizzare. Con il passare del tempo poi le residenze artistiche si sono andate definendo anche sulla base delle tendenze più importanti nei diversi momento storici: nel secondo dopoguerra per esempio, gli artisti sentivano il bisogno di allontanarsi, di separarsi da una società vissuta come troppo borghese, e allo stesso tempo gli artisti chiedevano alla propria arte di produrre contenuti in grado di rieducare questa società “inquinata”, e gli artisti che vi si immergevano, per creare un nuovo sistema dell’arte. Negli anni Novanta il focus consisteva nella possibilità di creare nuovi centri artistici, mentre con l’arrivo del nuovo millennio gli obiettivi si sono spostati più verso 2 L’Accademia di Francia fu fondata per volere del Re nel 1666 da Jean-Baptiste Colbert, Charles Le Brun e Gian Lorenzo Bernini e ospitò, tra i tanti, artisti del calibro di Fragonard, Ingres e Debussy. 3 Denker, 2004
Estratto dalla tesi: Le residenze artistiche come strumento didattico e divulgativo: il caso Itinera