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Spatial turn e gioco combinatorio nella narrativa di Italo Calvino: da ''Se una notte d'inverno un viaggiatore'' a ''Le città invisibili''

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ilenia Bruni Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 102 click dal 21/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Ilenia Bruni

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15 1.2 Dalla geografia fisica alla geografia umanistica «La moderna geografia umanistica analizza la letteratura come fonte di conoscenza ambientale. Non cerca più di capire il paesaggio esclusivamente in termini di manufatti (città, spazi agricoli, industrie) o di elementi fisici (montagne, pianure, laghi) ma anche (e per taluni esclusivamente) in termini di comportamento, di sensazioni, di idee, di sentimenti, di speranze, di fede.» 19 Quando si parla di geografia, il pensiero più comune non può non andare a quel tipo di geografia “scolastica” che si occupa di fiumi, laghi, montagne, capitali e nomi di città, una geografia insomma fisica, che limita il suo campo di indagine al territorio fisico per l’appunto, e che mai si potrebbe associare alla letteratura. Questo perché il pensiero comune è rimasto fermo ai primi decenni del Novecento, quando non si era ancora mai sentito parlare di geografia umanistica 20 , geografia culturale o geografia della percezione, discipline che hanno cominciato a svilupparsi con fatica e a rilento solo dalla seconda metà del Novecento in poi, che ancora oggi sono in fase di sviluppo, e che per questo fanno fatica ad essere accettate da chi, per anni e anni, ha continuato ad associare una disciplina ricca di sfaccettature come la geografia a quella materia studiata nelle scuole elementari e medie, priva di qualsiasi accenno alla dimensione umana e soggettiva. Non che l’influenza dell’uomo sia completamente ignorata dalla geografia fisica: essa infatti si occupa principalmente delle condizioni naturali che caratterizzano la superficie terrestre e, quando prende in considerazione l’uomo, lo fa come un attore esterno alla natura. 21 Tutt’altra è la considerazione dell’uomo che ha la geografia umanistica: non è un caso che questo tipo di geografia abbia nel nome l’attributo “umano”, a significare 19 Fabio Lando, Fatto e finzione: geografia e letteratura, Milano, Etaslibri, 1993, p.15. 20 Occorre fare una distinzione tra geografia umana e geografia umanistica: la geografia umana nasce nella seconda metà del Novecento in ambito tedesco grazie all’apporto di Friedrich Ratzel e si sviluppa nel secolo successivo come una branca della geografia che guarda, con un approccio oggettivo, all’uomo e ai suoi bisogni; la geografia umanistica nasce solo negli anni Ottanta del Novecento e guarda all’uomo nella sua dimensione interiore e psicologica, con un’attenzione anche alle tematiche culturali. 21 Adalberto Vallega, Geografia umana. Teoria e prassi, Firenze, Le Monnier, 2004.
Estratto dalla tesi: Spatial turn e gioco combinatorio nella narrativa di Italo Calvino: da ''Se una notte d'inverno un viaggiatore'' a ''Le città invisibili''