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Analisi da un punto di vista sociologico e comunicativo del regime di Kim Jong-un

Estratto della Tesi di Simone Pradelli

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6 futuro “Caro Leader”, era infatti l’unico figlio maschio, chi dunque meglio di lui poteva aspirare alla successione del potere? Nel 1972 venne proclamata la nuova costituzione del paese e in base ad essa, ovviamente, Kim Il-sung divenne presidente. In quel periodo, date le continue comparse pubbliche del figlio e complice la fine degli studi universitari, si era capito che il padre aveva già deciso l’erede. E così fu. Otto anni dopo, in occasione del VI Congresso del Partito, Kim Jong-il fece la prima apparizione da successore designato, solo lui in quanto discendente diretto avrebbe garantito la massima lealtà e fedeltà. La domanda sorge spontanea, come mai tanto anticipo a definire il proprio seguace? Il discorso parte dalla mortalità del Suryong. Nonostante la sua grandezza epica intrinseca, era necessario individuare chi avrebbe dato seguito alla visione del Grande Leader e, soprattutto, era fondamentale ci fosse un periodo di transizione per fortificare la nuova base di potere e gestire l’instabilità data dal cambio al vertice. Gli ultimi anni del primo storico capo della Corea non furono rosei, le crescenti difficoltà economiche dovute al voluto isolazionismo commerciale iniziarono ad escludere in modo fin troppo eccessivo lo stato. L’ideologia Juche 6 però non poteva essere tradita in quanto pilastro del pensiero di Kim Il-sung, ma ciò portò alla perdita di gran parte dei contatti di mercato. In aggiunta alle informazioni sopracitate, si sommò il difficile mantenimento degli armamenti. Il paese era quindi in profonda crisi, inceppato dalle ingenti spese militari e con inadeguate risorse agricole, ma l’immagine del presidente non ne risentì per nulla. Continuò ad essere lodato come il più grande leader che potessero avere. Improvvisamente, l’8 luglio 1994, morì colto da arresto cardiaco. La successione al potere per Kim Jong-il era ultimata. Il “Caro Leader”, dunque, divenne nuovo massimo dirigente dello stato, ma non presidente, ruolo destinato ad essere eternamente del padre. Il lungo periodo di formazione per farsi trovare pronto era ormai terminato. Kim Jong-il aveva, negli ultimi anni di vita del padre, acquisito il fondamentale ultimo step della transizione: il controllo totale delle forze armate. Tra il 1990 e il 1994 infatti, diventò maresciallo, poi comandante supremo dell’esercito e infine presidente della commissione di difesa, garantendosi il ruolo chiave per la sicurezza nazionale. Tuttavia, la Corea del Nord non navigava in un buone acque. Il sistema economico acuì la propria crisi, la fine dell’Unione Sovietica cessò i rapporti con Mosca, da Pechino si effettuarono meno scambi commerciali e un paio di calamità naturali causarono inestimabili 6 È un modello di autosufficienza economico ereditato da Marx e Lenin, autarchico e autoreferenziale, non comprende contatti con l’esterno.
Estratto dalla tesi: Analisi da un punto di vista sociologico e comunicativo del regime di Kim Jong-un

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Analisi da un punto di vista sociologico e comunicativo del regime di Kim Jong-un

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Pradelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Antonella Mascio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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