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"Le céfran… c’est relou!" - Il francese nel web

Estratto della Tesi di Jessica Pulvirenti

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11 può divenire contemporaneamente fonte di una diversità diastratica. In particolare, la variazione diastratica può rafforzare le diverse componenti di una data identità sociale determinata dall’uso della lingua nei diversi gruppi: ci si identifica solitamente con un gruppo sportivo, una comunità etnica, con una generazione, ecc. La variazione diastratica emerge principalmente attraverso dati demografici (età, sesso) o secondo caratteristiche sociali, quali occupazione, estrazione sociale, livello di istruzione, appartenenza a gruppi sociali specifici, modelli culturali e comportamentali di riferimento (Berruto, 1993: 70). Analizzando la variazione diastratica a livello demografico, possiamo dire che solitamente gli anziani rappresentano per eccellenza la tradizione e la salvaguardia della lingua, poiché, data la loro longevità, sono pozzi di conoscenza di peculiarità linguistiche dialettali e/o informali che sono ormai in disuso. Ai giovani possiamo attribuire, invece, la caratteristica contraria: in una data società, ne simboleggiano il progresso linguistico. Per quanto riguarda il sesso, sono state avanzate due ipotesi. L’ipotesi avanzata sin dall’antichità era quella della conservatività del linguaggio femminile rispetto a quello maschile: il linguaggio femminile veniva considerato meno contaminato dalle innovazioni e quindi più appropriato per la ricerca del linguaggio autentico e puro (Cicerone, 55 a.c.: III: 45). Dal Novecento in poi, invece, l’ipotesi più adottata fu quella della propensione della donna a mutare il proprio linguaggio in base a quello dei gruppi più alti nella scala sociale, rifiutando le espressioni grossolane e volgari in quanto depositarie delle maniere civili e della buona educazione: esse, dunque, sembrano spinte ad assumere atteggiamenti e comportamenti linguistici più eleganti e riservati rispetto agli uomini (Jespersen, 1922: 237 - 254). Al giorno d’oggi non si parla più di sesso, bensì di genere, per evidenziare l’appartenenza all’uno piuttosto che all’altro più per una questione identitaria che per questioni di diversità biologica e anatomica. La variazione diafasica o situazionale consiste nella realizzazione di messaggi linguistici in differenti modi determinati da diversi contesti d’enunciazione del locutore. Infatti, qualunque sia la posizione sociale del soggetto, egli dispone di un repertorio diversificato a seconda della situazione nella quale viene a trovarsi, o a seconda dei soggetti con i quali comunica, o anche in base all'attività che sta svolgendo.
Estratto dalla tesi: "Le céfran… c’est relou!" - Il francese nel web

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"Le céfran… c’est relou!" - Il francese nel web

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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Pulvirenti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Turismo Culturale
  Relatore: Paolo Frassi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

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