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La donazione: ruolo dell’infermiere del coordinamento dal prelievo al trapianto d’organo

Estratto della Tesi di Marco Longo

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10 CAPITOLO II L’INFERMIERE E LA GESTIONE INFERMIERISTICA DEL “PAZIENTE DONATORE” 2.1 Definizione dello stato di morte La definizione dello stato di morte, nella seconda metà dello scorso secolo, ha subito una importante variazione. Se fino agli anni cinquanta, il concetto di morte cardio-respiratoria era prevalente e l’assenza di battito cardiaco e atto respiratorio erano criteri sufficienti per definire la morte di un soggetto, a partire dalla seconda metà del secondo secolo, grazie allo sviluppo di nuove tecniche di rianimazione come ad esempio la respirazione artificiale, è diventato possibile rianimare pazienti colpiti da un arresto cardiaco. Ciò ha evidenziato la necessità di aggiornare i criteri di definizione dello stato di morte, spostando l’attenzione dal cuore al cervello. Attualmente, le norme per l’accertamento e la certificazione di morte sono descritte nella Legge n°578 del 29 dicembre 1993; l’art.1 definisce lo stato di morte e la identificata come “cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”. Questa può verificarsi in due modi: in seguito ad una cessazione dell’attività cardiaca per un periodo adeguatamente lungo da determinare il deterioramento e la perdita definitiva e irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, oppure, in seguito a danno cerebrale irreversibile in soggetti tenuti in vita dalle manovre rianimatorie. Quest’ultima condizione è particolarmente rilevante al fine del prelievo di organi, poiché, la persistenza di attività cardiaca, permette una corretta irrorazione degli organi e previene potenziali danni dovuti all’ipossia. Diventa dunque di fondamentale importanza mantenere le funzioni vitali del soggetto, proprio per preservare lo stato degli organi da prelevare. Risulta chiaro, data la complessità del processo, come ogni professionista giochi un ruolo di estrema importanza nella gestione del potenziale donatore, in particolare il ruolo dell’infermiere, il quale, anzitutto, collabora con i medici ad accertare la morte cerebrale del paziente. 2.2 La morte cerebrale e il ruolo dell’infermiere La morte cerebrale: Lo stato di morte cerebrale è determinato dalla perdita definitiva delle funzioni cardiocircolatoria, respiratoria e nervosa e corrisponde al decesso della persona. Essa è determinata da una lesione talmente estesa e ampia da causare la morte del cervello. Tale condizione è caratterizzata da uno stato di coma, assenza di respirazione spontanea e perdita di tutti i riflessi del tronco encefalico. Le cause determinanti la morte cerebrale possono essere molteplici: le più comuni sono l’arresto cardiaco e l’ictus, in quanto pochi secondi di ipossia nel circolo cerebrale possono causare danni irreversibili all’encefalo e determinare la morte dell’individuo, ma anche l’insorgenza
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Longo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Maria Pia Giammarinaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

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Parole chiave

coordinamento
procurement
donazione
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trapianto
teaching
trapianti d'organo
prelievo d'organo
infermiere del coordinamento
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