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IL DELITTO DI TORTURA - Processo storico e analisi critica di una fattispecie di reato a lungo attesa

Estratto della Tesi di Andrea Del Prete

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15 accompagnato al rogo alcuna condannata di cui si potesse dire, in base alle prove portate contro di lei, che fosse una strega. Così come Spee altri autori del Cinque- Seicento, tra cui Montaigne e Thomasius 35 , condannarono la tortura facendo vacillare i suoi fondamenti e ponendo le basi per la sua abolizione. Sarà infatti nel Settecento, con l’affermarsi delle teorie Illuministiche, che la polemica contro la tortura troverà la sua massima espressione segnando la sua definitiva entrata in crisi. L’esaltazione della ragione umana, della morale e delle scienze naturali testimoniata dal movimento Illuminista non poteva più trovare alcuna giustificazione alla denunciata irrazionalità intrinseca della tortura. Molti sono i pensatori dell’età dei Lumi che si occupano del tema e il più importante è sicuramente Cesare Beccaria, che affronta la questione nel capitolo XVI dell’opera Dei delitti e delle pene pubblicata nel 1764 e divenuta il punto di partenza di ogni dibattito sui temi della riforma del diritto penale. Il giurista italiano ripudia la concezione utilitaristica della tortura propria del pensiero di Bentham secondo cui questa può essere giustificata in nome della sicurezza pubblica e dell’interesse collettivo 36 . Secondo Beccaria la tortura infatti non solo è ingiusta, perché si è innocenti fino a prova contraria, ma anche inutile perché la confessione sarà esclusivamente condizionata dalla natura del supplizio inflitto. Egli definisce la tortura come prova della robustezza del corpo e non della verità: “è un voler confondere tutt’i rapporti l’esigere che un uomo sia nello stesso tempo accusatore ed accusato, che il dolore divenga il crociuolo della verità, quasi che il criterio di essa risieda nei muscoli e nelle fibre di un miserabile. Questo è il mezzo sicuro di assolvere i robusti scellerati e di condannare i deboli innocenti” 37 . La tortura è anche irrazionale perché porta ad un’equiparazione tra il reo e l’innocente, riservando ad esse il medesimo trattamento. Inoltre, il colpevole che non ha nulla da perdere trarrà sempre vantaggio, rispetto all’innocente, nel 35 M. LA TORRE, M. LALATTA COSTERBOSA, Legalizzare la tortura? Ascesa e declino dello Stato di diritto, Bologna, il Mulino, 2013, pp. 57 ss. 36 Cfr. Ivi, pp. 48-49. 37 Cfr. C. BECCARIA, Dei delitti delle pene, a cura di A. Burgio, XII ed., Milano, Feltrinelli, 2007, p. 60.
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IL DELITTO DI TORTURA - Processo storico e analisi critica di una fattispecie di reato a lungo attesa

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Del Prete
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Desiree Fondaroli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

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Parole chiave

tortura
trattamenti inumani e degradanti
613 bis cp
art. 3 cedu
convenzione onu 1984
cestaro v. italia
l. 110/2017

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