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La repressione del fenomeno mafioso in Italia dal 1861 al secondo dopoguerra

Estratto della Tesi di Michele Aloisio

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Estratto dalla tesi: La repressione del fenomeno mafioso in Italia dal 1861 al secondo dopoguerra
77 
 
Camera
216
. Durante il processo che vedeva il Cucco accusato di essersi 
avvantaggiato di favori dalla mafia, che gli avrebbe donato ingenti 
somme di denaro, gli avvocati dell’imputato
217
 ritrassero il prefetto 
Mori come un persecutore politico. Nonostante le innumerevoli 
missive e testimonianze promosse dall’accusa, circa i coinvolgimenti 
politico-mafiosi del Cucco, il processo, sia in primo che in secondo 
grado nel maggio del 1928, assolse l’imputato da ogni accusa per 
insufficienza di prove
218
.  Nel frattempo, il prefetto Mori, divenuto 
ormai una figura scomoda per le autorità fasciste, il 22 dicembre del 
1928  venne nominato Senatore del Regno e pochi mesi dopo fu posto 
in congedo per anzianità di servizio (promoveatur ut amoveatur); 
stessa sorte toccò al magistrato Giampietro che, nonostante negli anni 
trenta invitasse il Governo a continuare l’opera di pulizia, il 29 
gennaio del 1929 venne posto in pensione con ringraziamenti per il 
lavoro svolto. Secondo Orazio Abbamonte, inoltre, la magistratura 
                                                           
216
 Ibidem. 
217
 Ivi, p.238. Avrebbe ricordato lo stesso Alfredo Cucco nelle sue memorie:« Non posso 
dimenticare l’appassionata vigorosa arringa dell’avv. Scimonelli, che non era solo difensore ma 
fratello che metteva nella causa tutta la sua anima e tutte le sue energie». 
218
 Ibidem. La corte d’appello di Palermo assolse l’imputato per insufficienza di prove. Si leggeva 
espressamente:«Cadute così tutte le prove a carico dello appellante Cucco, dimostrato che l’accusa 
è destituita da ogni fondamento, ragione di giustizia esige che l’appellante medesimo sia assolto 
per non avere commesso i fatti a lui addebitati, non potendo il magistrato senza contraddirsi 
gravemente, e in tale contraddizione sono purtroppo incorsi i primi giudici, formulare 
un’assoluzione per insufficienza di prove, quando non insufficiente, ma addirittura del tutto 
deficiente si presenta la prova a carico dell’imputato. Per tali motivi […] in riforma della sentenza 
del Tribunale di Palermo del tre dicembre 1927, appellata dal Pubblico Ministero e da Cucco 
Alfredo, assolve quest’ultimo dalle imputazioni ascrittegli per non avere commesso i fatti a lui 
addebitati».

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La repressione del fenomeno mafioso in Italia dal 1861 al secondo dopoguerra

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Aloisio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Mastroberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

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