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I principi di redazione dei piani di risanamento

Estratto della Tesi di Lorenzo Lecciso

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9 1.3 Il confine tra stato di crisi e insolvenza La distinzione nitida tra lo stato di crisi e di insolvenza deriva dalla necessità di comprendere il momento a partire dal quale gli istituti negoziali della crisi d’impresa siano ancora utili per salvaguardare la continuità gestionale evitando aggressioni del patrimonio da parte dei creditori. L’attenzione del legislatore, sia nazionale che europeo, riguarda da sempre la possibilità per le imprese sane, ma in difficoltà, di accedere a procedure negoziali volte a superare situazioni provvisorie di crisi, stabilendo che “il debitore dovrebbe aver accesso a un quadro che gli consenta di ristrutturare la propria impresa al fine di evitare l’insolvenza.” 19 Al fine di garantire una maggiore certezza e obiettività, il legislatore nazionale nell’ultima riforma ha inteso definire in maniera chiara la situazione di crisi, ascrivendo la stessa soprattutto alla sfera finanziaria dell’impresa. L’importanza riservata ai flussi di cassa prospettici da parte del legislatore impone di valutare quale siano gli elementi generatori di valore dell’impresa, e se questi siano ancora attuali. Fermo restando la presenza di uno squilibrio, è necessario valutare se l’impresa disponga di risorse, capacità e competenze atte a gestire tale situazione instabile che minaccia gli obiettivi strategici. L’accertamento in termini positivi di quanto detto, implica, seppur in maniera aleatoria, buone probabilità di riuscita di un’operazione di risanamento. È comunque da riconoscere, che la passata atipicità della nozione di crisi, più che aver prodotto un accesso notevole a procedure quali accordi di ristrutturazione e concordati preventivi da parte di imprese risanabili abbia spinto gli imprenditori ad accedere a questi istituti già in una situazione d’insolvenza 20 . L’intento precedente e oramai superato da parte del legislatore nel non tipizzare la nozione di crisi, come sottolinea Azzaro 21 , era quello di riservare ampia discrezionalità all’imprenditore nello scegliere lo strumento risolutore più idoneo alla situazione dell’impresa, escludendo vincoli di natura normativa. 19 Raccomandazione della Commissione Europea del 12 Marzo 2014, su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e dell’insolvenza, (2014/135/UE) 20 ROSSI A., Dalla crisi tipica ex CCII alla resilienza della twiligh zone, Rivista Il Fallimento 3/2019 21 AZZARO A.M., Appunti sulla nozione giuridica di “crisi” d’impresa come stato di non insolvenza (irreversibile), Rivista Il Fallimento, 2016
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I principi di redazione dei piani di risanamento

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Lecciso
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Alberto Dell'Atti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

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