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IFRS 13: novità e problematiche applicative della nuova valutazione del fair value

Estratto della Tesi di Roberta Serra

Estratto dalla tesi: IFRS 13: novità e problematiche applicative della nuova valutazione del fair value
9 
 
 le società emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico ex art. 
116 t.u.f.; 
 le banche e gli intermediari finanziari soggetti a vigilanza da parte 
della Banca d’Italia. 
Particolare disposizione è poi prevista per le imprese assicurative, sia 
quotate sia non quotate, che devono redigere il bilancio consolidato secondo 
gli IAS\IFRS, ma non il bilancio d’esercizio. Quest’ultimo dovrà essere 
redatto secondo i principi in questione solo se la società è quotata e non 
redige il bilancio consolidato. 
Inoltre, è prevista la facoltà di adottare gli IAS\IFRS nei seguenti casi: 
 società consolidate da società obbligate a redigere il bilancio 
consolidato secondo i principi contabili internazionali, per la 
redazione del bilancio consolidato e d’esercizio; 
 società, diverse da quelle obbligate, che sono tenute alla redazione 
del bilancio consolidato; 
 società, diverse da quelle obbligate, per la redazione del bilancio 
d’esercizio. 
Sono infine escluse dalla possibilità di adottare i principi in esame tutte le 
società che redigono il bilancio in forma abbreviata. 
La scelta compiuta dall’Italia di rendere obbligatoria, in alcuni importanti 
casi, l’adozione dei principi di cui trattasi anche laddove l’Unione Europea 
non ne ha previsto l’obbligo, ha dei vantaggi ma è stata anche criticata. 
Un primo aspetto, che più che un vantaggio può essere definito come una 
soluzione logica, è quello della scelta di obbligare le società quotate ad 
applicare gli IAS\IFRS non solo al bilancio consolidato, ma anche a quello 
d’esercizio. Appare logica anche la soluzione di dare la facoltà alle società 
non quotate di adottare i medesimi principi laddove incluse nel 
consolidamento o comunque tenute a redigere il consolidato.  
La scelta può risultare “condivisibile e coerente sia con i principi economico 
aziendali sia con il processo di formazione del bilancio consolidato”
14
. I 
vantaggi sono quindi riconducibili al fatto che si evita una doppia contabilità 
per chi effettua il consolidamento e quindi una duplicazione di costi
15
.  
Inoltre, alcuni hanno ravvisato nella scelta del legislatore anche l’obiettivo 
di dare ascolto a quella parte degli “addetti ai lavori” che auspicava 
l’adozione di tali principi, poiché in questo modo le imprese adottano un 
sistema valutativo più idoneo a esprimere il valore del patrimonio, 
informazione rilevante per gli enti creditizi cui le imprese stesse si 
affidano
16
. Infine, il legislatore italiano ha dato un importante contributo al 
raggiungimento dell’obiettivo di armonizzazione contabile perseguito 
dall’UE. 
Le principali critiche sono riconducibili al fatto che si tratta di una scelta “di 
rottura” con la tradizione e la cultura contabile italiana, spesso molto diversa 
dall’importazione IASB. Si rimanda al successivo paragrafo 1.2.1 per 
l’esposizione delle principali differenze.  
Un’altra critica è legata al fatto che i principi contabili internazionali sono 
accusati di amplificare gli effetti delle crisi finanziarie come quella iniziata 
nel 2008. 
                                                
14
 Messaggi ,S. et al., (2012) op. cit., pp. 104-105. 
15
 Tettamanzi, P. (2008) op. cit., p. 46. 
16
 De Angelis, L. (2013) op. cit., p. 81.

Estratto dalla tesi:

IFRS 13: novità e problematiche applicative della nuova valutazione del fair value

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Informazioni tesi

  Autore: Roberta Serra
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia manageriale
  Relatore: Aldo Pavan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 85

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