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Il Tempo del Sogno. Riferimenti temporali nei contenuti onirici

Estratto della Tesi di Claudio Colombo

Estratto dalla tesi: Il Tempo del Sogno. Riferimenti temporali nei contenuti onirici
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autoreferenziale, è una categoria concessa a priori che spiega l’assenza del bisogno di vedere, 
sentire, toccare il trascorrere di un’ ora, di un giorno, di un anno. A livello cerebrale il senso 
del tempo non è legato esclusivamente a un singolo organo, ma è correlato all’attivazione di 
più reti e aree cerebrali, che a seconda degli stimoli da elaborare funzionano più o meno 
separatamente, tanto che <> (Benini, 2012, p. 
103). Le aree più importanti sembrano essere le regioni corticali pre-frontali, in particolare a 
destra, i lobi parietali, il cervelletto, la parte anteriore della corteccia cingolata, l’insula e i 
gangli della base. Un ruolo chiave sembra essere svolto dall’ippocampo, crocevia 
d’informazioni provenienti da circuiti differenti (vita emotiva, razionale e della coscienza). 
Inoltre nell’ipotalamo risiede ciò che i neurologi definiscono come un vero e proprio orologio 
biologico, sede del controllo dei cosiddetti ritmi circadiani, alla base della regolazione del 
sonno e della veglia. Lo studio del comportamento di pazienti con lesioni cerebrali è una 
dimostrazione indiretta dell’origine ne rvosa del tempo, così che pazienti con lesione del 
cervello in determinate aree mostrano distorsioni o perdita di questa categoria. Un esempio 
significativo è rappresentato dai soggetti colpiti da malattie degenerative, come il Morbo di 
Parkinson e affetti dalla Corea di Huntington, i quali presentano nel corso della degenerazione 
della malattia evidenti difficoltà nella stima temporale, arrivando spesso in ritardo e perdendo 
la capacità di valutare la durata di normali attività (Papagno, 2014). Lo studio del sonno 
permette di ottenere nuove conferme a favore della natura cerebrale dello scorrere degli 
eventi, tanto che il senso del tempo non solo è manifesto nella veglia, ma è anche presente in 
assenza di consapevolezza (Uchiyama, Tagaya & Aritake, 2004). Il fenomeno 
dell’autorisveglio può essere considerato come una dimostrazione della presenza di un 
orologio interno situato nel cervello, che rende possibile la stima d’intervalli temporali anche 
all’interno del sonno ( Aritake, Uchiyama, Tagaya et al., 2004). Numerose dimostrazioni 
provengono da studi condotti su più campioni provenienti da diverse popolazioni, che 
mostrano come ben il 70% degli esseri umani, aventi una motivazione rilevante ad alzarsi 
presto, si svegli a un’ora precisa del mattino dopo un s onno indisturbato senza sveglia, con 
uno scarto di circa quindici minuti rispetto all’ora prestabilita (Bell, 1980). Dato ancora più 
interessante è che circa 1/3 di questi si svegli dieci minuti prima che la sveglia suoni, e che 
addirittura 1/5 non utilizzi mai la sveglia. Preparare la sveglia prima di addormentarsi 
comporta l’allocazione di risorse attentive da parte del soggetto, con il conseguente aumento 
di corticotropina, ormone prodotto dall’ipofisi, nel sangue prima del risveglio (Born, Kirst en 
Hansen, Lisa Marshall et al., 1999). In uno studio del 1979 (Lavie, Oksenberg & Zomer) fu

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Il Tempo del Sogno. Riferimenti temporali nei contenuti onirici

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Colombo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Alfio Maggiolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

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