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Artiglierie a confronto: Piemontesi e Napoletani a Gaeta

Estratto della Tesi di Luigi Scarpati

Estratto dalla tesi: Artiglierie a confronto: Piemontesi e Napoletani a Gaeta
-Capitolo Secondo: Economie a confronto 
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aumentava in media ogni anno del 2,2%, mentre il salario nominale aumentava in mi-
sura trascurabile. Secondo A. De Maddalena il potere d’acquisto si sarebbe accresciu-
to solo nei primi anni della dominazione asburgica per poi decrescere progressivamen-
te. Le retribuzioni, inoltre, a parità di mansioni svolte, variavano da una località 
all’altra. Più marcate erano le disparità di trattamento basate sul sesso e sull’età. Scri-
veva, infatti, Giovanni Frattini che “ il guadagno giornaliero degli operaj è presso 
che uguale in ogni provincia, variando però quello degli uomini dalle lire 1,50 alle 
lire 2 secondo la loro maggiore abilità; quello delle donne dai cent. 88 alle lire 1, e 
quello dei fanciulli dai cent. 44 ai cent. 50”. 
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Anche negli Stati sabaudi i primi anni successivi alla fine della dominazione 
napoleonica furono anni di carestia. “ La fame giornalmente riduce alla morte qual-
cheduno e va distruggendo le intere famiglie” scriveva il governatore di Genova l’8 
marzo 1817.
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Mentre la situazione peggiorava soprattutto nella Savoia e nelle province lito-
ranee, i pubblici poteri tardavano ad intervenire efficacemente. Le finanze sabaude ri-
sentivano pesantemente delle spese sostenute per il mantenimento delle truppe au-
striache sul loro territorio e di conseguenza altre spese erano state rinviate. Vittorio 
Emanuele I affermava, nel luglio del 1816, di avere ricevuto “ reclami in grandissima 
quantità di pensionati ed in specie di Ecclesiastici, Frati, Monache che muoiono di 
fame, perché le loro pensioni non sono state più pagate da un anno” 
14
 
La spesa militare degli Stati Sabaudi di terraferma costituì negli anni successi-
vi una quota rilevante della spesa statale. Dal 1830 al 1845 la quota delle spese mili-
tari non fu mai inferiore al 40% della spesa statale complessiva. Con la I guerra 
d’indipendenza l’incidenza della spese militari su quelle totali raggiunse nel 1848 e 
nel 1849 rispettivamente il 59,4% ed il 50,8 %. Nei cinque anni successivi tale voce di 
spesa non superò mai il 27% e solo in relazione alla spedizione d’Oriente nel 1855 e 
1856 raggiunse rispettivamente il 36% ed il 38,6%. Con la guerra del 1859 e 1860 
l’incidenza delle spese militari raggiunse rispettivamente il 55,5% ed il 61,6% . a fron-
te delle spese militari di tale rilevanza, le spese per gli affari economici e le opere 
pubbliche  ebbero massima incidenza nel 1847 col 30,9% e la minima nel 1831 col 
                                                 
12
 G. FRATTINI, Storia e statistica dell’industria manifatturiera in Lombardia, Milano 1856, p. 104. 
13
 A. FOSSATI, pagine di storia economica sabauda, Torino, 1940, p. 147. 
14
 M. ZUCCHI, Ricorsi storici di un secolo fa. Provvedimenti di annona e di polizia nel carteggio inedito 
di Re Vittorio Emanuele I al ministro Borgarelli, in “ Rassegna nazionale, nov. 1916, p. 13

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Artiglierie a confronto: Piemontesi e Napoletani a Gaeta

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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Scarpati
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze strategiche
  Relatore: Giuseppe Bracco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 204

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