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Comunità musulmane e politica nell'Italia della "seconda Repubblica"

Estratto della Tesi di Lorenzo Panizzari

Estratto dalla tesi: Comunità musulmane e politica nell'Italia della "seconda Repubblica"
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2.1. Elementi di base della politica nel mondo musulmano. 
 
Per iniziare a parlare di politica e di religione islamica è necessario anzitutto 
fissare dei “paletti” relativamente al Corano, alla storia delle relazioni tra islam e 
politica, ai concetti di teocrazia e di interazione tra religione e Stato.  
Il Corano non fa alcuno specifico riferimento ad una forma di Stato o di governo 
che dovrebbe essere favorita dalla religione islamica. A parte pochi versetti che fanno 
riferimento al buon comportamento di coloro che detengono il potere (il tema 
dell’equità morale dei governanti è molto importante nella religione islamica) Corano 
ed hadith non danno alcuna prescrizione specifica riguardo alla gestione dello Stato
1
 e 
la forma che questo deve assumere per essere ritenuto legittimo; non esistono differenze 
sostanziali tra un regime dittatoriale ed uno democratico se entrambi applicano la legge 
santa. È necessaria anche un’altra precisazione: un governo miscredente (che non 
professa l’islam e che non applica la legge santa) è illegittimo per definizione e questo 
può porre seri problemi ai musulmani emigrati nel mondo occidentale che sottostanno a 
leggi ed istituzioni che nulla hanno a che fare con l’applicazione dei precetti islamici. 
Nel pensiero politico radicale di Qutb ed al-Mawdudi
2
 che matura a cavallo della 
seconda guerra mondiale e si sviluppa completamente con il processo di 
decolonizzazione, vi è una sorta di istigazione al hjira (egira), via dal mondo 
occidentale, per tornare a rifondare la umma e ripartire dallo Stato islamico per 
ricostruire un mondo a misura di religione, ma riferendosi all’islam classico delle 
origini ed evidenziando così l’incapacità di inserire la religione nella dinamica evolutiva 
della società. Dal periodo coloniale molte cose sono cambiate ed oggi, secondo alcune 
più recenti e più moderate interpretazioni che tengono in considerazione l’aspetto della 
convivenza dei migranti nel mondo occidentale, valutando le migrazioni come 
indispensabili anche alla crescita ed allo sviluppo degli stessi paesi musulmani, si 
dovrebbe rivedere il concetto secolare di dar al-islam (la terra dell’islam, contrapposto 
al concetto di dar al-harb, la terra dove non vige l’islam
3
) originariamente identificato 
                                                 
1
 Si veda a questo proposito N. Ayubi, Political Islam. Religion and politics in the arab world. 
2
 Sinteticamente riportato da R. Pezzimenti, Il pensiero politico islamico del ‘900, a partire da pag. 93. 
3
 Con il termine dar al-harb venivano indicati tutti quei territori non (ancora) sottomessi dall’espansione 
islamica che inizia nel VII sec dC; ovviamente veniva tenuta in conto la differenza tra terre cristiane ed

Estratto dalla tesi:

Comunità musulmane e politica nell'Italia della "seconda Repubblica"

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Panizzari
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politica ed istituzioni comparate
  Relatore: Elisa Ada Giunchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 263

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