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Dal brevetto comunitario al brevetto UE

Estratto della Tesi di Maria Rando

Estratto dalla tesi: Dal brevetto comunitario al brevetto UE
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Si è tentato di sopperire alla mancanza di tale regolamentazione 
attraverso dei procedimenti, i c.d. cross border, sulla base del principio 
di unitarietà di base che si suppone che il brevetto europeo abbia. 
Questo principio rappresenta il collegamento “qualificato” tra le 
domande processuali ed è richiesto dalla Regolamentazione di Bruxelles 
ai fini della concentrazione delle liti, ma, tuttavia le ultime pronunce 
della Corte di Giustizia ne hanno mostrato una sorta di superamento. 
Tali statuizioni
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 hanno affermato che non vi è alcun rischio di emettere 
sentenze incompatibili tra loro, in quanto il brevetto europeo è 
sottoposto alla disciplina giuridica facente capo allo Stato in cui esso è 
stato concesso e a cui è giuridicamente affidata la sua protezione.  
Di conseguenza, qualsiasi pronuncia emessa non potrà mai 
considerarsi come contraddittoria, in quanto non potrà essere 
assimilata né in fatto né in diritto ad un’altra situazione. 
Queste considerazioni avallano ulteriormente la concezione secondo cui 
il brevetto europeo, nell’ambito comunitario, non sia un titolo unitario 
ma debba essere configurato come la sommatoria di diritti nazionali, 
ciascuno avente una diversa portata e una altrettanto diversa 
protezione, variando a seconda della legge dello Stato in cui viene 
esteso. 
Ulteriore problema risulta essere l’interpretazione del dato letterale 
contenuto nel brevetto, seppur modellata su metodologie e criteri il più 
possibile aderenti ai principi della Convenzione di Monaco. 
Essa è caratterizzata da una sorta di disomogeneità che, 
inevitabilmente, porta al fatto che la frazione nazionale possa subire 
una diversa sorte a seconda dei vari paesi, in dipendenza delle differenti 
risultanze istruttorie e delle indagini espletate nell’ambito dei 
procedimenti giurisdizionali tendenti ad accertare una serie di 
requisiti
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. 
                                                           
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 Emesse entrambe il 13 luglio 2006, Gat v. Luk c-4/03, Roche v. Primus c-539/03. 
34
 In particolare in tema di inventive step e non-obviousness, requisiti di brevettabilità 
imprescindibili che spesso, nella applicazione giurisprudenziale delle singole Corti 
nazionali non coincidono a livello interpretativo.

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Dal brevetto comunitario al brevetto UE

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Rando
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Diritto dell'Unione Europea
Anno: 2011
Docente/Relatore: Marina Castellaneta
Istituito da: Università degli Studi di Bari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

FAQ

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