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Democrazia e politica d'emancipazione

Estratto della Tesi di Giovanni Campailla

Estratto dalla tesi: Democrazia e politica d'emancipazione
Ma, possiamo obiettare, se essa è indifferente all'interesse collettivo, come può pretendere di 
destabilizzare l'autorità, visto che Rancière lega tale “individualismo democratico” alle 
contestazioni militanti? Badiou, infatti, seppure con toni spesso da predicatore e proclamandosi un 
anti-democratico platonico, opponendosi all'apatia generalizzata delle società contemporanee, ha 
ragione ad avanzare l'idea di un «aristocraticismo per tutti»
24
. Proprio per questo motivo è bene 
evidenziare - come ho tentato - che Rancière, pur non insistendo, come invece avrebbe dovuto fare, 
sul male dell'indifferenza, mostra come l'accusa rivolta all'“individualismo” si dirige solo in 
apparenza ai consumatori avidi, ma in realtà nasconde la volontà di riservare questo privilegio a 
poche persone.
Tirando le somme, possiamo dire che l'odio verso l'intensità della democrazia, della sua società, 
è doppio perché essa stessa è un doppio eccesso: tanto di attività collettiva che di individualismo. 
Essa supera sia l'autorità politica che i legami convenzionali. E in tale maniera, per di più, abbiamo 
dimostrato il dis-ordine ad essa connaturato. Per questo motivo, dunque, secondo Rancière, si parla 
di “crimine democratico”. Bisogna, però, per oltrepassare le tesi dei nemici della democrazia, non 
fermarsi a vedere questo “crimine”, non limitarsi a tale caratterizzazione del “caos” da essa 
prodotto, ma scoprire fino in fondo in cosa consiste lo “scandalo” della democrazia.   
1.3 Lo scandalo della democrazia
Riassumendo un po' i punti trattati, abbiamo visto come la democrazia è il dis-ordine, il quale 
consiste fondamentalmente nella “vita democratica”, nella sua tendenza a contestare l'ordine 
politico costituito e nell'affermazione dell'individualità di ciascuno. Pertanto, esiste un odio nei 
confronti della democrazia, nato dallo spostamento che il suo nome ha subito negli ultimi decenni, 
dalla Guerra fredda alla “globalizzazione”, ma che è frutto delle precedenti riflessioni sulla “crisi 
della democrazia” da parte della Trilaterale. Allora, il paradosso nel quale ci troviamo è che da un 
lato questo termine è l'emblema della società attuale, ma dall'altro è odiata la sua vitalità, la sua 
«maniera di essere»
25
. 
Il passo ulteriore per sottolineare il “crimine della democrazia”, per scoprirne lo “scandalo”, è 
proprio l'analisi della sua “maniera d'essere”, che è la politica, o meglio un'idea inedita di politica. 
La democrazia è, esiste, possiamo dire, politicamente, come principio politico. Quindi, ciò che 
viene cancellato con lo spostamento e l'ambivalenza della parola “democrazia” è la sua figura 
politica. Ma per capire quest'ultima dobbiamo tornare all'odio per la democrazia.  
Il primo antidemocratico è, spiega Rancière
26
, Platone, il quale, trovando nella città greca il caos 
democratico, non può che riflettere su ciò che è già presente. Il filosofo greco, allora, relega il 
regno di Crono e del pastore divino - la vera origine - nell'età della favola. Egli, scrive più avanti il 
24 A. Badiou, L'emblema democratico,  in AA.VV ., In che stato è la democrazia? (2009), trad. it. 
Nottetempo, Roma 2010, pp. 15-28; la cit. è a p. 27. L'“aristocraticismo per tutti”, secondo la 
personalissima opinione di Badiou, è ciò che propone Platone ed è, inoltre, la definizione più alta di 
comunismo.
25 J. Rancière, Il disaccordo (1995) trad. it. Meltemi, Roma 2007, p. 112.
26 Cfr. J. Rancière, L'odio per la democrazia (2005) trad. it. Cronopio, Napoli 2007, pp. 43-45.
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Democrazia e politica d'emancipazione

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Campailla
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Stefano Petrucciani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

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Parole chiave

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