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Dov'è finita la realtà? Indagine sulla derealizzazione feticistica, spettacolare e simulatoria del mondo e dell'uomo da Adorno a Baudrillard

Estratto della Tesi di Chiara Da Riva

Estratto dalla tesi: Dov'è finita la realtà? Indagine sulla derealizzazione feticistica, spettacolare e simulatoria del mondo e dell'uomo da Adorno a Baudrillard
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Nell'era del tardo capitalismo la tecnologia si congiunge alle esigenze del potere di 
creare delle forme di comunicazione a distanza che vincolino a sØ e orientino in un certo 
modo la società intera. Il cinema nasce quindi come comunicazione manipolata e 
“fabbrica di falsa coscienza” che celebra la realtà di cui mostra le immagini. Per questo 
di esso si può parlare come di una “realtà al quadrato”, dal momento che il film mostra 
la realtà ma al contempo ne cela l'apologia giustificando il dato che porta alla visione.  
Mentre l'arte trasfigura l'esistente, ne trascende il carattere di fenomeno 
immediato, il cinema si limita ad “abbellirlo”, riducendo il ruolo dell'arte a quello di 
semplice registrazione di un esistente che si vuole venga accettato come unico e 
indiscutibile. Scrive Perlini: 
 
L'immagine cinematografica idealizza la realtà senza riqualificarla internamente. In tal 
modo il reale immediato, che si impone come evidenza nella resa visiva di una datità 
accettata come positività perentoria, viene elevato d'un sol colpo, senza mediazioni, a 
livello dell'ideale. Quest'ultimo è la realtà piø il suo abbellimento.
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Così, il cinema diventa uno strumento per la giustificazione e l'accettazione 
dell'esistente senza che vi sia un trascendimento del dato, che si riduce a puro feticcio. 
Dunque l'industria culturale è, come tutte le vecchie ideologie, apologia dello stato 
di cose esistente; tuttavia vi sono delle nuove caratteristiche che la distinguono e 
contrassegnano la sua specificità. Innanzitutto la sua forma cambia e diventa “ideologia 
in forma di merce”; quanto al contenuto essa paradossalmente ne può fare a meno e 
sviluppare l'apologia dell'esistente mediante la sola riproduzione della sua esistenza. 
 
Importante non è il contenuto ideologico, il messaggio che per esempio un film veicola; sì 
invece l'esibizione e la feticizzazione dell'enorme massa di capitale investito di cui (come 
dimostrano gli stessi sviluppi odierni della produzione cinematografica) sono attestazioni 
sicure gli effetti speciali sempre piø strabilianti, i particolari tecnici sempre piø sofisticati.
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E questo perchØ l'ideologia che ora viene asserita è strettamente interconnessa con 
la tecnica: non solo perchØ si serve di essa come strumento imprescindibile per la 
                                                 
36
 T. PERLINI, op. cit., p. 175. 
37
 S. PETRUCCIANI, op. cit., p. 341.

Estratto dalla tesi:

Dov'è finita la realtà? Indagine sulla derealizzazione feticistica, spettacolare e simulatoria del mondo e dell'uomo da Adorno a Baudrillard

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Da Riva
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  Relatore: Giovanni Gurisatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 226

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