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Gli ammoniti (Mollusca Cephalopoda) dell'appennino umbro-marchigiano della Collezione Bonucci

Estratto della Tesi di Marco Angelucci

Estratto dalla tesi: Gli ammoniti (Mollusca Cephalopoda) dell'appennino umbro-marchigiano della Collezione Bonucci
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Tali coni possono inoltre dar luogo a modelli lisci oppure ornati in cui si può 
distinguere la porzione interna settata, detta fragmocono, da quella esterna non 
settata, chiamata camera d’abitazione, che ospitava le parti molli dell’animale in 
vita. 
La parte terminale della camera d’abitazione, quando è conservata, si chiama 
peristoma e può essere essenzialmente di due tipi: con rostro ventrale e due 
orecchiette laterali (es. Hildoceras) o con forte costrizione annulata seguita da un 
labbro (es. Lytoceras e Nodicoeloceras). 
Il fragmocono inizia con una camera embrionale, chiamata protoconca, che nelle 
forme giurassiche mostra un’incipiente tendenza all’avvolgimento; dalla 
protoconca si diparte il resto della conchiglia e un tubicolo calcareo interno 
chiamato sifone, che attraversa tutti i setti del fragmocono, terminando con 
l’ultimo setto, in corrispondenza della camera d’abitazione; tale elemento, nelle 
forme del Paleozoico è in posizione dorsale, mentre in quelle del Mesozoico è 
sempre situato in posizione ventrale (pertanto i taxa mesozoici sono 
complessivamente detti extrasifonati). 
I setti, semplici negli ammoniti primitivi (del Paleozoico), diventano sempre più 
ondulati nei Neoammonoidi e danno origine, inserendosi sulla parte interna dei 
gusci, a suture anche assai complesse (linee suturali o suture settali). 
Queste appaiono nei modelli interni come disegni di valore sistematico, 
caratterizzando gli ordini, le famiglie e le sottofamiglie. 
 
 
BIOLOGIA: gli ammoniti erano molluschi cefalopodi molto ben adattati al 
nuoto e quindi alla vita nelle acque aperte. 
Molto probabilmente tenevano un assetto verticale con peristoma rivolto verso il 
basso, nel caso che la camera d’abitazione sia lunga mezzo giro o un giro e 
mezzo; un assetto diverso invece è prevedibile per gli ammoniti con un giro 
circa di camera d’abitazione, che doveva implicare un equilibrio precario. 
Il peso spettava al corpo molle all’interno della camera d’abitazione, mentre il 
fragmocono era vuoto, ovvero riempito di aria o da altri gas. 
L’animale aveva probabilmente l’esigenza di spostarsi in alto o in basso durante 
l’arco della giornata, per cui il sifone poteva servire allo scopo, regolando la 
quantità o la qualità del gas contenuto all’interno del fragmocono; è inoltre 
probabile che l’insieme conchiglia-corpo molle, avesse lo stesso peso specifico 
dell’acqua marina: quindi per spostarsi l'ammonite si doveva servire 
prevalentemente dell’imbuto (organo muscoloso utilizzato per la spinta rapida 
all’indietro, comune a tutti i cefalopodi). 
È poi interessante analizzare la funzionalità delle morfologie oxicone (appiattite 
e taglienti) che negli ammoniti liassici sono state raggiunte tramite complessi 
processi evolutivi, i quali hanno portato all'acquisizione di sagome adattate a 
fendere l’acqua in modo da poter essere più veloci e sfuggire meglio ai predatori 
(attitudine difensiva).

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Gli ammoniti (Mollusca Cephalopoda) dell'appennino umbro-marchigiano della Collezione Bonucci

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Angelucci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
  Relatore: Federico Venturi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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Parole chiave

ammoniti
appennino umbro-marchigiano
collezioni private
fossili

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