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I reportages di Anna Politkovskaja sul secondo conflitto ceceno

Estratto della Tesi di Alice Giusti

Estratto dalla tesi: I reportages di Anna Politkovskaja sul secondo conflitto ceceno
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e nel maggio 1994), dall’altro iniziarono a prendere piede molte organizzazioni criminali, 
“dedite al contrabbando di narcotici e di armi e ai rapimenti”
25
. 
 Fu proprio la necessità di arginare “una possente zona criminogena dalla quale 
elementi criminali operano in tutto il paese” 
26
, l’argomento che El’cin utilizzò per giustificare 
l’intervento armato in Cecenia. In realtà, dietro a questo paravento, stava la volontà del 
presidente russo
27
 di accrescere, con una veloce guerra nel Caucaso, la propria immagine 
facendo leva sul nazionalismo russo, deluso dalla perdita dello status di grande potenza 
internazionale della Russia e dal dilagare della povertà interna dopo il crollo dell’URSS. In 
quest’ottica, era dunque impossibile accettare l’indipendenza cecena e il conseguente 
restringimento dei confini della Federazione. 
Già nell’agosto 1994 El’cin pose in allerta le proprie truppe al confine con la 
repubblica caucasica, ormai prossima alla guerra civile. Il Consiglio provvisorio, organismo 
di orientamento filofederale che riuniva le forze d’opposizione cecene guidate da Umar 
Avturchanov, dai primi di agosto, iniziò a chiedere la destituzione di Dudaev, il quale in 
risposta proclamò la mobilitazione generale e avvertì la Russia che, se fossa intervenuta, la 
conseguenza sarebbe stata guerra a oltranza. Il 25 agosto corpi militari dell’opposizione 
attaccarono la capitale cecena con carri armati e artiglieria, ma vennero fermati dopo esser 
giunti al palazzo presidenziale. Scontri e turbolenze si protrassero fino a novembre, ma fu la 
decisione di Dudaev di minacciare di morte 70 prigionieri russi, inviati in Cecenia per conto 
del controspionaggio russo (FSK) a combattere con le forze di opposizione, a convincere 
El’cin, il 29, a lanciare un ultimatum a tutte le parti belligeranti in Cecenia affinché 
terminassero il conflitto armato entro il 1 dicembre. Il termine tuttavia non venne rispettato e 
fallirono anche i vari tentativi di pacificazione che seguirono. Alla fine, l’11 dicembre, tre 
colonne corazzate russe, appoggiate da aerei ed elicotteri, attraversarono la frontiera e si 
diressero verso Groznyj. Era iniziata la prima guerra cecena.  
Il conflitto, diversamente da quanto auspicato, si rivelò lungo e sanguinoso. Il 19 
gennaio 1995 le truppe russe raggiunsero la capitale e distrussero il palazzo presidenziale, 
mentre il 1° febbraio, Dudaev fu accusato di alto tradimento dalla Procura generale, ma riuscì 
a scappare alla cattura rifugiandosi a Vedeno, a 30 chilometri a sud di Groznyj. Ebbero iniziò 
così i fenomeni di guerriglia che avrebbero caratterizzato la seconda guerra cecena. In marzo 
                                                 
25
 F. Benvenuti, La Russia dopo l’URSS, op. cit., p. 62. 
26 
G. Bensi, La Cecenia e la polveriera del Caucaso, op. cit. p. 151. 
27 
Elc’in, dopo la fine dell’URSS, aveva governato per un anno con decreto del Soviet Supremo. Alle elezioni 
presidenziali (e politiche) del 1993, fu confermato presidente della Federazione Russa,  F. Benvenuti, La Russia 
dopo L’URSS, op. cit., p. 40 e 48-49.

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I reportages di Anna Politkovskaja sul secondo conflitto ceceno

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Informazioni tesi

  Autore: Alice Giusti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Elena Dundovich
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

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giornalismo
russia
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