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Il rischio di reputazione nelle banche: gestione, regolamentazione e casi

Estratto della Tesi di Chiara Biasoli

Estratto dalla tesi: Il rischio di reputazione nelle banche: gestione, regolamentazione e casi
evoluzione è funzione di tutti quei nuovi fattori esperienziali che possono confermare o 
contraddire la reputazione fin qui maturata dall'organizzazione presso lo stakeholder. I 
componenti che possono variare la reputazione di una banca non agiscono in modo 
uniforme su tutti gli stakeholder.  Uno stesso fattore esperienziale può modificare 
l'incidenza  sulla reputazione  a seconda di questi elementi:
1) la cultura degli affari;
2) i valori morali ed etici;
3) la storia attraverso la quale si è costruita la relazione con la banca;
4) la rete di relazioni dello stakeholder, quindi il diverso accesso ed elaborazione delle 
informazioni, con conseguenti fenomeni di asimmetria informativa difficilmente 
controllabili e prevedibili. Le fonti informative dello stakeholder sono innumerevoli 
(parenti, amici, opinion leader, persone con buona reputazione) pertanto è impossibile 
controllare o prevedere la diffusione delle notizie facilmente soggette a distorsioni o 
pettegolezzi. Ecco il motivo perché la reputazione evolve in funzione di azioni e fatti 
concreti in grado di suffragare o smentire il flusso informativo. Una corretta strategia 
reputazionale si fonda su azioni ed eventi significativi, che la comunicazione ha il 
compito di portare a conoscenza dei giusti interlocutori. La comunicazione non è un 
tratto distintivo della reputazione ma un mezzo, infatti se intesa solo come campagna 
pubblicitaria risulta inefficace, ma come strumento di valorizzazione, rafforzamento, 
amplificazione e consolidamento mnemonico di un giudizio positivo sull'operato di 
un'organizzazione,  diventa uno strumento insostituibile e unico. In una strategia di 
reputation management  la  “comunicazione delle azioni” è una leva efficace per 
intervenire sulle dinamiche reputazionali.  Nelle crisi reputazionali infatti la “strategia 
del fare”, correttamente veicolata, è l'unica risposta concreta in grado di mitigare 
l'eventuale sanzione.
d) La reputazione è condizionata dalle esperienze mediate dello stakeholder con 
l'organizzazione.
I portatori di interesse di una banca sviluppano i propri giudizi sulla base delle 
esperienze dirette che maturano, ma anche attraverso le esperienze riportate da altre 
persone più o meno autorevoli. Nei media tradizionali, (televisioni o giornali), si ascolta 
il parere del giornalista famoso o del direttore della testata più blasonata mentre nei 
nuovi media, (blog, social network), conta l'intervento di una persona riconosciuta come 
Weighelt K., Camerer C., (1988), “Reputation and Corporate Strategy: A review of Recent Theory and Applications”, 
pag 443-454
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Estratto dalla tesi:

Il rischio di reputazione nelle banche: gestione, regolamentazione e casi

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Biasoli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Rossella Locatelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

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