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Il rischio di reputazione nelle banche: gestione, regolamentazione e casi

La gestione del rischio di reputazione nel quadro della regolamentazione

La robusta reputazione del sistema bancario è un elemento fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di supervisione che si pone la Banca d'Italia sotto un duplice livello prudenziale: -sana e prudente gestione della singola banca; il deterioramento della sua reputazione determina perdite che ne compromettono la sua stessa stabilità ed in generale genera influssi negativi sulla fiducia del pubblico ( area micro); -tutela della stabilità finanziaria; l'indebolimento della reputazione anche di una sola banca può sfociare in una crisi di fiducia di tutto il mercato, con effetti destabilizzanti a livello di sistema (es. crisi di liquidità) e di riflesso coinvolgere anche la reputazione del sistema di vigilanza (area macro).

Negli ultimi tempi l'attività svolta dalla vigilanza si è fatta più serrata con l'emanazione di regole e controlli sempre più mirati partendo dalla consapevolezza che l'esposizione verso tali rischi degli intermediari finanziari è aumentata. Le motivazioni sono da identificare nell'evoluzione dell'industria finanziaria dovuta al nuovo environment strutturale e operativo di riferimento. In buona sostanza si assiste ad una maggior complessità dei prodotti e servizi offerti dalle banche e degli schemi relazionali con i vari soggetti.
Per mantenere la stabilità del sistema e la competitività tra gli operatori i regulator devono accompagnare in maniera coerente e trasparente la modifica dei rapporti con i propri stakeholder che con la loro percezione di soddisfazione determinano il livello reputazionale di ogni intermediario. Il rischio reputazionale delle banche è espressamente previsto nel framework di vigilanza prudenziale di Basilea 2. Il Supervisory Review Process, è suddiviso in due fasi inserite nell' International Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP) che fa capo alle banche e del Supervisory Review and Evaluation process (SREP) squisitamente di pertinenza dell'Autorità di Vigilanza, tenuto conto di questa tipologia di rischio.

I principi fondamentali per un'efficace vigilanza bancaria, sono stati pubblicati dal Comitato di Basilea nel settembre 1997, che ne ha definito i requisiti minimi, sentito il parere delle Autorità di Vigilanza bancaria di tutto il mondo. Al fine di promuovere la stabilità dei mercati, il documento sul rafforzamento della trasparenza bancaria emanato sempre dal Comitato di Basilea nel settembre 1998, elabora ulteriormente alcuni punti fondamentali, individuando sei aree specifiche sulle quali devono essere fornite informazioni utili ed adeguatamente analitiche meglio dettagliate nel paragrafo 4.4. Regulator devono aver la possibilità di acquisire segnalazioni di vigilanza e statistiche delle banche su base sia individuale che consolidata; devono poter accertare che la registrazione delle operazioni da parte dell'Istituto sia eseguita secondo i principi contabili corretti e coerenti; devono verificare che ogni banca pubblichi periodicamente schemi di bilancio che rappresentino fedelmente la situazione attuale.

A questo punto vorrei fare qualche riflessione su di un impianto normativo che all'apparenza sembra perfetto. Ma come accenna anche la Dottoressa Anna Maria Tarantola, in un suo recente intervento, i comportamenti sono importanti tanto quanto le regole nel garantire il corretto funzionamento del sistema economico. L'obiettivo di una crescita sostenibile e responsabile si raggiunge solo nel lungo periodo tenendo ben presente le esigenze di tutti gli stakeholder, mantenendo invariato il capitale economico e ferma la solidità del bilancio nel tempo.
Nelle banche assume particolare importanza il framework dei rapporti con la clientela data la rilevanza della componente retail nel nostro sistema, dove la vocazione locale di vicinanza al territorio e alle sue istanze, di alcune piccole realtà cooperative, riveste maggior importanza che in altri paesi.

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Il rischio di reputazione nelle banche: gestione, regolamentazione e casi

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Biasoli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Rossella Locatelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

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