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Il tetto di cristallo: tre esperienze a confronto

Estratto della Tesi di Giorgia Laura Mazzon

Estratto dalla tesi: Il tetto di cristallo: tre esperienze a confronto
Nord-Ovest e al Centro
12
.
Questo dato ha una duplice interpretazione. Una estremamente positiva: questa crescita 
testimonia la presenza di donne in Italia con elevate capacità, conoscenze e volontà, sempre più 
disposte a intraprendere un'attività in proprio, in linea del resto con i loro successi scolastici. 
L'altra più cauta: è un segnale che queste donne hanno pochi spazi di crescita e di accesso a 
posizioni qualificate nei lavori dipendenti e optano quindi per la via imprenditoriale. L'esigenza di 
flessibilità, poco rispettata nella maggior parte delle aziende, è un incentivo, per chi può, a 
mettersi in proprio. Ma una società che premia il merito e il talento non discrimina le donne e 
rispetta tempi ragionevoli di lavoro, favorendo la presenza di imprenditrici di pari passo con la 
promozione di donne ai vertici di aziende di rilievo. 
La società italiana forse non è ancora così.
2.1 Donne nelle imprese: le imprese private 
Il rapporto “Third Bi-annual Board Women Monitor” pubblicato dal “European Professional 
Women's Network (EPWN)” analizza la presenza di donne nei consigli di amministrazione delle 
imprese europee
13
.
Esaminando le maggiori 300 compagnie presenti in Europa è possibile individuare 4 gruppi tra i 
principali 17 paesi europei: ci sono innanzitutto i pionieri, o anticipatori, come definiamo i paesi 
scandinavi. Quasi tutte le compagnie presenti in questo gruppo hanno almeno una donna nel 
CdA; in Norvegia, Svezia e Finlandia sono presenti in media almeno tre donne nel CdA delle 
compagnie desiderate. I paesi del gruppo congiuntamente considerati, presentano una 
percentuale media di donne nel CdA pari al 28,6 per cento. Ci sono poi i paesi che, pur non 
essendo i primi della classe, sono “sopra la media”, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda e Austria: 
qui le donne rappresentano in media l'11,4 per cento dei membri dei CdA. Seguono poi i paesi 
“sotto la media”, Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio, Svizzera, Spagna e Grecia, dove le 
donne rappresentano in media il 7,3 per cento dei membri dei CdA. L'Italia, insieme al Portogallo, 
è un paese ritardatario: solo l'1,8 per cento dei membri dei CdA delle società considerate è donna.
2.2 Più si studia, più il differenziale retributivo di genere aumenta
Le difficoltà non mancano neanche per le donne più qualificate. Differenziali salariali crescenti 
12 Tratto da: A. Casarico, P. Profeta, “Donne in attesa. L' Italia delle disparità di genere”, Egea, Milano, 2010.
13 European Professional Women's Network. http://europeanpwn.net. L'indagine è stata effettuata da Egon Zehnder 
International utilizzando i dati forniti da BoardEx che si basano su informazioni pubbliche. L'analisi si concentra su 
300 aziende più grandi in Europa per capitalizzazione di mercato (indice FTSEEurofirst 300). Inoltre, per rendere 
significati l'indagine, sono state inserite per ogni paese almeno 6 società.
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Estratto dalla tesi:

Il tetto di cristallo: tre esperienze a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Laura Mazzon
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Eraldo Olivetta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 28

FAQ

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