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Impatto degli ungulati selvatici in boschi cedui dell’Alpe di Catenaia e considerazioni generali sul ruolo della fauna in ambiente appenninico

Estratto della Tesi di Francesco Chianucci

Estratto dalla tesi: Impatto degli ungulati selvatici in boschi cedui dell’Alpe di Catenaia e considerazioni generali sul ruolo della fauna in ambiente appenninico
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CAPITOLO 2 
“Il problema faunistico” 
 
Si tende da sempre a separare la componente vegetale da quella faunistica; le 
motivazioni sono molteplici e possiamo affermare che fino agli ultimi decenni l’evoluzione 
della fauna era sempre avvenuta spontaneamente e in linea con gli equilibri che si 
registrano negli ambienti naturali. 
Studi relativi al rapporto “fauna – bosco” erano già stati svolti in Italia, in maniera 
sporadica, soprattutto sulle Alpi, in particolare nei boschi di conifere e nelle aree protette, 
dove per la prima volta sono emerse le problematiche conseguenti all’impatto degli 
ungulati sulla foresta (Provincia Autonoma di Bolzano, 1997). Tuttavia quando parliamo 
di “problema faunistico” definiamo un fenomeno dai caratteri nuovi e, rispetto al quale, 
molti interrogativi sono ancora da comprendere. In altre parole sono emersi oggi gli effetti 
dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni, che hanno causato l’insorgere di 
problematiche del tutto sconosciute fino a pochi decenni fa e come conseguenza di 
questo il problema faunistico viene ad identificarsi così come espressione dei 
cambiamenti avvenuti nelle popolazioni animali. Tali variazioni possono interferire con le 
attività umane,  mettendo a rischio la stabilità dell’ecosistema e ponendo i forestali di 
fronte alla nuova esigenza di intervenire per equilibrare la dinamica evoluzione del bosco 
da un lato, e la salvaguardia dei fabbisogni nutritivi degli animali selvatici dall’altro. 
Questo in ragione del fatto che: 
- E’ cambiato il paesaggio e molte zone non sono piø consone per alcune specie selvatiche, 
ma lo sono diventate per altre. Ciò è avvenuto nei territori di pianura, in collina e in alta 
montagna. A titolo d’esempio basti ricordare quello che vi è avvenuto alla piccola 
selvaggina (fagiani starne, pernici, lepri etc.) e all’esplosione numerica e territoriale degli 
ungulati. Questo fenomeno ha innescato il problema della cosiddetta “banalizzazione” 
dell’ ecosistema, portando a una drastica semplificazione della biodiversità; 
- Sono scomparsi i predatori naturali, e se pure per alcuni di essi si assiste oggi a una 
ripresa  i tempi sono ancora lunghi. NØ va dimenticato che una popolazione vitale di un 
predatore ha bisogno di un certo numero di esemplari e di un territorio vasto,

Estratto dalla tesi:

Impatto degli ungulati selvatici in boschi cedui dell’Alpe di Catenaia e considerazioni generali sul ruolo della fauna in ambiente appenninico

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Chianucci
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e gestione delle risorse rurali e forestali
  Relatore: Riziero Tiberi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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danni
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