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Geopolitica dell'Islam nel Caucaso Settentrionale

Estratto della Tesi di Andrea Gnetti

Estratto dalla tesi: Geopolitica dell'Islam nel Caucaso Settentrionale
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occidentale giunse il Cristianesimo ortodosso che non riuscì mai a rimpiazzare ai vecchi culti 
pagani. Nel Tredicesimo secolo l'intero Caucaso fu devastato dall'invasione mongola. La secolare 
dominazione mongolo-tatara nelle steppe settentrionali ebbe effetti negativi sui popoli ciscaucasici 
vittime di periodiche devastazioni e razzie. Tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'Età Moderna la 
regione entrò in contatto con le potenze meridionali dei Safavidi e degli Ottomani, questi ultimi 
discendenti delle tribù turcofone stanziatesi in Anatolia in seguito alla vittoriosa Battaglia di 
Manzikert (26 agosto 1071). Con la caduta di Costantinopoli (1453) e di Trebisonda (1461), ultima 
entità statuale greca in terra anatolica, l'influenza culturale e religiosa ottomana divenne 
preponderante. L'Islam iniziò a propagarsi nella Ciscaucasia occidentale diventando la religione 
maggioritaria. Intorno alla metà del Diciottesimo secolo i circassi erano stati in larga parte 
islamizzati, ma ancora una volta come accaduto con il Cristianesimo si trattava di una conversione 
esteriore che non andava a scalfire le antiche credenze pagane. Durante tutto il Medioevo e l'Età 
Moderna, la struttura sociale circassa rimase di tipo tribale e feudale con al vertice una classe 
nobiliare. Tra le tribù quella dei cabardi presentava l'organizzazione sociale più complessa con una 
nobiltà numerosa e agguerrita; insediati nella zona centrale della Ciscaucasia estesero il loro 
dominio sulle popolazioni circostanti. Assieme ai ceceni furono i più strenui avversari della 
dominazione russa, la nuova potenza giunta dal nord che tra il Diciottesimo e il Diciannovesimo 
secolo cacciò Safavidi e Ottomani dal Caucaso. I primi contatti della Russia furono con la 
Ciscaucasia subito dopo la conquista dei khanati di Kazan' (1552) e Astrachan' (1556) da parte di 
Ivan IV il Terribile (1547-1584). Chiuso a nord dall'Impero Russo e dal Khanato di Crimea e a sud 
dall'Impero Safavide e da quello Ottomano, la Ciscaucasia si trovò coinvolta in una contesa che 
aveva come scopo il controllo di importanti strade commerciali e militari. Per Mosca il dominio del 
Caucaso significava l'apertura di collegamenti commerciali diretti con la Persia. Lo stesso Ivan IV 
sposò in seconde nozze una principessa cabarda
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 con lo scopo di stabilire un accordo diplomatico 
con la Cabardia. Già in questa prima fase delle relazioni emerse quell'incomprensione di fondo, 
dovuta a strutture sociali e di conseguenza a una mentalità politica differente che condizionerà nel 
lungo periodo le relazioni tra ciscaucasici e russi. Questa diversità spiega perché nella Russia post-
sovietica la Ciscaucasia sia stata indicata come il proprio “estero interno”, rimarcando quei 
sentimenti di diffidenza ed estraneità che ancora oggi influenzano pesantemente l'atteggiamento 
russo verso quella parte del paese. Il principale ostacolo al pieno controllo russo del Caucaso venne 
dai “gorcy”, i “montanari” del nord protagonisti di una prima grande rivolta esplosa nel 1785 e 
capeggiata dallo shaykh Mansur Ushurma, il primo leader che tentò di unificare le popolazioni 
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Marija Temrjukovna (più nota con il nome di K u čen ej) figlia del principe Temrjuk della famiglia dei 
principi Čerkasskij, sposò Ivan IV il Terribile nel 1561.

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Geopolitica dell'Islam nel Caucaso Settentrionale

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Gnetti
  Tipo: Tesi di Master
Master in Geopolitica e Sicurezza globale
Anno: 2021
Docente/Relatore: Stefano Valente
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Coautore: D’ADDIO Antonio, FARINA Giuseppe, MARINI Alessio, SEGARRA Marcos Augusto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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geopolitica
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