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La città sostenibile: il progetto di insediamento eco-sociale di Cherbonhof, Bamberg

Estratto della Tesi di Oriana Casini

Estratto dalla tesi: La città sostenibile: il progetto di insediamento eco-sociale di Cherbonhof, Bamberg
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soggetti portatori di differenze culturali e linguistiche e al tempo stesso , da elevata mobilità 
geografica. 
Secondo molti esponenti della sociologia urbana classica , la città in quanto tale, costituisce un 
luogo ecologicamente definito nella sua globalità e culturalmente strutturato a differenza del 
periurbano che si prospetta come realtà  in formazione alla ricerca di un nuovo concetto di urbanità.  
Oggi la teoria delle aree metropolitane sottolinea però , come gli insediamenti urbani occidentali 
industriali sembrerebbero giunti ad una svolta , che se lasciata a se ' stante , potrebbe facilmente 
trasformarsi in una crescente condizione di negazione , incomprensione e di abbandono di ogni 
possibile forma di colloquio, qualora non si riuscirà parallelamente a far crescere un nuovo senso di 
appartenenza,di sensibilizzazione e  di condivisione al nuovo modello urbano. 
Quello che emerge è uno scollamento , un crescente senso di assenza , di abbandono, d‟indifferenza 
da parte dei soggetti  fruitori, in generale dell'uomo , del cittadino rispetto alla variabile città. Quello 
che emerge è un modello di urbanità dominato da un legame debole tra esperienze di fruizione e 
variabile territorio. È difficile o assente non solo ogni riferimento a qualsiasi tematica 
partecipazionistica, ma soprattutto quello che manca è il senso di appartenenza al fenomeno città, e 
al territorio nella sua globalità. 
Non ci si può esimere dal constatare una frantumazione tale per cui nessuna parte della città si sente 
più in grado di rappresentarla , così più nessun strato o gruppo sociale si sente di esprimerne il 
senso culturale ultimo. Il problema specifico  riguarda il rapporto incoerente tra bisogni, strutture e 
fruizione che nel loro insieme sviluppano un modello culturale di urbanità. La funzionalità è venuta 
meno così come la componente di socialità e quindi , la condivisione di una  cultura e dei valori . 
Tutto ciò ha comportato  una situazione forte di non appartenenza tale da mettere in crisi quello che 
da sempre è stato l'elemento caratterizzante , il '' bene citta‟. Diviene difficile partecipare sia per 
coloro che già abitano lo spazio urbano sia per i giovani che in gran parte si dissociano e/o sono 
portati a fruire in modo contingente e limitato delle diverse opportunità che la città offre, sia per i 
nuovi arrivati che non riescono o non sanno o non vogliono adeguarsi alle regole del luogo 
consolidate, delle quali peraltro percepiscono la profonda crisi. 
Cogliere i contenuti e le modalità attraverso le quali si sviluppa il senso di condivisione del 
cittadino con la realtà urbana nella quale egli vive ,costituisce oggi più che mai un requisito 
fondamentale. 
Per senso di condivisione s'intende l'insieme di aspettative , offerte di opportunità, possibilità di 
fruizione, di vita e di azione dentro il territorio, attraverso cui si è prodotta da sempre l' urbanità e il 
processo di identificazione con ogni modello storico di città, quindi  all'interno di processi culturali 
e di socializzazione. 
Un modello di spiegazione che  è oggi proposto, afferma come  la mera  fruizione dello spazio 
urbano sempre più differenziata, sia una risposta all'accresciuta mobilità, fluidità, instabilità, 
differenziazione sociale ma tutto ciò non ha nulla a che vedere con il rafforzamento dell'identità 
dell'urbano in sé,caratterizzandosi sempre più come puro atto d'uso.  
Dall'altro lato stanno le teorie che vogliono far risaltare il   '' senso del locale ''  che continuerebbe a 
riproporsi all'interno dei vecchi e nuovi spazi urbani. La debole spinta ai localismi fino al mero 
individualismo potrebbe leggersi allora come risposta all'assenza di significativi valori aggreganti di 
urbanità all'interno di una logica difensiva e di accrescimento e di diffusa stato di conflitto. 
I concetti di cultura e integrazione sociale sono stati utilizzati nella lettura del fenomeno urbano e 
metropolitano in modo generico e disinteressato rispetto alla ricostruzione delle singole culture viste 
come entità autonome e persistenti oppure lette in chiave funzionalista, mentre centrale appare 
l'obiettivo di favorire il passaggio dei singoli soggetti sempre più spesso citati come ''consumatorì 
alla nuova emergente società dei consumi. Il fine degli studi sociologici ,diviene allora quello di 
contrastare il progetto tecnocratico economicistico per dar spazio a un progetto sociale di 
condivisione, quello ad esempio della valorizzazione dell'uomo. 
La crisi del modello razionalista,che proponeva  un equilibrio della città stabilito una volta per tutte, 
ha messo in evidenza la necessità di comprendere i processi più o meno latenti  che ripropongono il 
ruolo della cultura come esigenza essenziale del vivere sociale .  
Nella logica post-razionalista infatti,il legame soggetto/città viene sempre più intermediato da 
organi flessibili di collegamento e la città è intesa sempre più come un organismo sociale  con la 
crescita delle aggregazioni sociali . 
La dimensione ecologica di selezione , di adattamento ,successione, attrazione o repulsione e quella 
antropologica  delle logiche comportamentali , culturali e d' integrazione ,operano sia distintamente

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La città sostenibile: il progetto di insediamento eco-sociale di Cherbonhof, Bamberg

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Informazioni tesi

  Autore: Oriana Casini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Vincenzo Nocifora
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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