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La filiera legno-energia: un'analisi economica delle possibilità energetiche della biomassa da legno

Estratto della Tesi di Mauro Asara

Estratto dalla tesi: La filiera legno-energia: un'analisi economica delle possibilità energetiche della biomassa da legno
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Il valore relativo al riscaldamento da biomassa legnosa risente dei dati sulla legna da 
ardere ad uso domestico che sfuggono alle statistiche ufficiali ISTAT. Ad ogni modo, la 
stima per difetto dà un valore al 2004 di 59 mila TJ negli impianti industriali e un valore 
di 58 mila TJ nel settore civile. L’impiego attuale di biomassa legnosa utilizza differenti 
tipi di impianti che si distinguono per combustibile usato, tecnologia impiegata e 
dimensione. Le tre variabili sono strettamente correlate fra loro. Un impianto di grossa 
dimensione può permettere l’utilizzo di combustibili differenti da uno piccolo e 
domestico e la tecnologia usata sarebbe differente anche in considerazione del fatto che 
grossi impianti producono spesso anche energia elettrica in cogenerazione. 
Parlando di combustibili di origine legnosa, i più comuni usati per alimentare le caldaie 
sono costituiti dal cippato di legno (dall’inglese chips), il pellet, la legna da ardere. 
Quest’ultimo è il combustibile sinora più utilizzato e l’ENEA stima che il 78% degli 
impianti di riscaldamento in Italia sia alimentato a legna da ardere con dispositivi 
tradizionali o molto datati. Il chips (o cippato) è costituito da scaglie di legno lunghe 
nella direzione delle fibre dai 5 ai 50 mm. La qualità di esso dipende dalla provenienza 
e dalla tecnologia di produzione. In Europa esistono differenti tipologie di chips: 
- prodotti da residui forestali  come ramaglie e cimature o da tronchi interi  derivati da 
diradamenti boschivi i quali hanno un contenuto di acqua ci circa il 50% in peso; 
- prodotti nelle segherie, con contenuto di acqua in peso del 40-50%; 
- prodotti dai diradamenti, privi di ramaglie e di foglie, lasciati ad essiccare prima 
della cippatura per circa 6 mesi e con contenuto di acqua di circa il 30%.
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Gli impianti che utilizzano biomassa legnosa possono provvedere al riscaldamento della 
singola abitazione oppure al riscaldamento di tante abitazioni con una rete di 
teleriscaldamento. Oltre ciò, è possibile produrre energia elettrica, in maniera del tutto 
esclusiva o in cogenerazione. Le tipologie di impianto possono essere classificate a 
seconda della dimensione, per cui si avranno: 
- impianti di piccola taglia (5-500 kW) per la produzione di energia termica per 
utenze singole o collettive; 
- impianti di media taglia (da 1-5 MWt a 10-15 MWt) collocati presso utenze 
industriali, per produzione di calore nei processi produttivi e con la possibilità di 
produrre energia elettrica in cogenerazione; 
                                                 
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 ENEA, Riscaldamento dei grandi edifici con combustibili legnosi, informazioni tecniche di base, 2002, 
pag. 15.

Estratto dalla tesi:

La filiera legno-energia: un'analisi economica delle possibilità energetiche della biomassa da legno

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Asara
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Angela Tarabella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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