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Le Politiche d'asilo fra Unione Europea e Italia

Estratto della Tesi di Luca Gatto

Estratto dalla tesi: Le Politiche d'asilo fra Unione Europea e Italia
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generato numeroso opportunità per persone scarsamente qualificate in settori come l’agricoltura, 
costruzione, pulizia, ristorazione e sicurezza oltre a quelle legate al tempo libero. Questo fenomeno 
è stato ben documentato in città “globali” come New York, Londra, Parigi o Amsterdam, ma anche 
le maggiori città dell’Europa meridionale sono interessate al fenomeno (Baganha, et al. 2006, 24). 
Al fondo c’è una domanda di lavoro per le qualifiche più modeste, poco remunerate e scarsamente 
appetite dalla manodopera nazionale. Il processo di globalizzazione ha, inoltre, progressivamente 
allargato l’area di provenienza degli immigrati oltre quella più prossima nordafricana, includendo 
paesi subsahariani, sudamericani e asiatici (Livi Bacci 2014, 82).  
Le migrazioni degli ultimi due secoli hanno gradualmente acquistato velocità intensità e 
numero, perdendo, invece, quella gradualità che aveva caratterizzato i ritmi degli spostamenti dei 
primi agricoltori mediante le «ondate di avanzamento» dal lento passo. Si può rozzamente dire che 
il loro impatto potenziale sulla società ospite (numero per velocità) è di cento volte superiore a 
quello dei primi 150.000 spagnoli che nel 1570 vivevano nell’America (ivi, p. 82 e passim).  
Bisogna tener presente che nessuna migrazione, per quanto veloce, abbia mai raggiunto le 
proporzioni di un’invasione: così non è stato nell’Ottocento, quando i controlli erano scarsi o 
inesistenti, e nemmeno nel secolo scorso. È necessario riconoscere che l’emigrazione non è una 
semplice conseguenza di decisioni individuali, bensì un processo strutturato e condizionato dai 
sistemi politico-economici, solo così facendo le questioni del controllo e della regolamentazione 
appaiono risolvibili. I sistemi entro cui si collocano le migrazioni possiedono, infatti, capacità di 
autoregolamentazione e gli esuberi sono tendenzialmente modesti (Sassen 1999).  
Per concludere questa breve introduzione sulle migrazioni, esse sono storicamente state lo 
strumento per migliorare le condizioni di vita. Miglioravano le proprie condizioni di vita – o 
cercavano di migliorarle – le popolazioni nomadi in cerca di ecosistemi più ricchi di risorse, o i 
primi agricoltori protagonisti delle onde di avanzamento preistoriche, o di quelle medievali o 
dell’epoca moderna, o i migranti transoceanici dell’Otto-Novecento. Ma si può migrare per fuggire 
un peggioramento delle condizioni di vita: perseguitati per motivi politici o religioni, profughi a 
causa del deterioramento ambientale, espulsi dalle turbolenze belliche (Livi Bacci 2014, 69) 
Nella prossima sezione ci occuperemo proprio di eventi recenti, e a noi vicini, che hanno 
portato centinaia di migliaia di persone a decidere di migrare, per migliorare la propria condizione 
di vita o scappare per evitare il rischio di persecuzioni, violenze e morte.

Estratto dalla tesi:

Le Politiche d'asilo fra Unione Europea e Italia

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Gatto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Lucia Quaglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 297

FAQ

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