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Pitture murali dell'Oratorio di Pozzoveggiani

Estratto della Tesi di Patrizia Alunni

Estratto dalla tesi: Pitture murali dell'Oratorio di Pozzoveggiani
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impiegate nella costruzione ed analizzare l’apparato decorativo e architettonico. Malgrado le 
modifiche e le alterazioni siano numerose, è possibile avvicinare l’impianto di San Michele a quel 
modello basilicale di matrice bizantino-esarcale consolidatosi in ambiente lagunare, specie in luoghi 
come Torcello, Caorle, Grado, e ad elementi tipici delle architetture occidentali con una certa 
derivazione carolingio-ottoniana di cui è esempio l’atrio (vedi San Giorgio a Oberzell di Reichenau 
della fine del IX o inizi del X secolo)
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, presente anche a Pozzoveggiani dopo il riadattamento 
dell’antica aula. Questo duplice aspetto della cultura è riscontrabile anche nel Santuario de Santi 
Vittore e Corona  a Feltre del IX secolo, e nell’abbazia di Sesto al Reghena, fine del X inizi dell’XI 
secolo. E’ comunque con il cantiere della basilica di Aquileia del Vescovo Poppone dell’XI secolo 
che la chiesa di San Michele trova maggiori affinità: Aquileia è il luogo della mediazione tra la 
cultura nordico-occidentale e quella di tradizione paleocristiano-bizantina, anche qui è stata adottata 
la soluzione della parete orientata absidata e del corpo che precede l’ingresso della chiesa, detto La 
chiesa dei pagani. Alcuni dettagli decorativi come la tessitura a spina di pesce testimoniano la 
conoscenza di sistemi costruttivi impiegati dalle maestranze nell’ambito di influenza del cantiere 
veneziano di San Marco. Un gusto più nordico legato a certe decorazioni d’oltralpe è presente nel 
fregio di formelle in terracotta, raffiguranti motivi geometrici e zoomorfi, e nel motivo in cotto a 
cellette sulla fascia terminale dell’abside
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. Il legame fra le espressioni architettoniche del 
protoromanico e le tradizioni precarolinge, sia romane che ravennati, è molto evidente in 
Lombardia, in Romagna e nelle marche di Verona. Gli edifici del IX secolo non seguono le 
tendenze monumentali della Germania, le costruzioni più significative di questo periodo sono le 
basiliche a copertura piana sorretta da colonne antiche di reimpiego, come Pomposa in Romagna o 
San Vincenzo in Prato a Milano, ma anche numerose chiese a pianta centrale, come il battistero di 
Lomello: per la maggior parte forme antiche spurie ma non reinterpretate in chiave moderna. 
Talvolta compaiono edifici con coro a tre absidi, con quella centrale decorata a piccole nicchie; la 
decorazione esterna di archi incorporati esisteva già in Sant’Apollinare in Classe a Ravenna nel VI 
secolo, riappare nella prima metà del X secolo. Quindi si può concludere che nell’Italia del Nord 
prima del 950 esistevano quasi tutti gli elementi costitutivi del protoromanico, elementi che tuttavia 
sono giunti lentamente a costituire uno stile architettonico coerente
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. Esistono numerosi edifici di 
piccole dimensioni attribuibili alla metà del X secolo o all’inizio dell’XI come Santo Stefano a 
Verona, Santi Felice e Fortunato a Vicenza che sono esempio di questo affermarsi dello stile 
                                                                                                                                                                                        
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 A. CALORE, La chiesa di San Michele Arcangelo…, op. cit., p. 3. 
20
 L. GRODECKI, Architettura e decorazione monumentale, in Il secolo dell’anno Mille, parte I, Milano, pp. 3-84. 
21
 R. CANOVA DAL ZIO, op. cit., pp. 100-104. 
22
 L. GRODECKI, op. cit., pp. 3-84.

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Pitture murali dell'Oratorio di Pozzoveggiani

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Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Alunni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Andrea G. De Marchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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