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Stepchild adoption: lacune normative e ruolo dell'interprete

Estratto della Tesi di Serena Maria Maione

Estratto dalla tesi: Stepchild adoption: lacune normative e ruolo dell'interprete
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È agevole dunque osservare che l’indissolubilità e l’indisponibilità, in passato attribuite al 
rapporto tra coniugi, siano state oggi trasferite al rapporto genitore-figlio.  
Di rilievo, su questo fronte, è apparsa la già accennata evoluzione medico-scientifica, la 
quale ha a sua volta contribuito al determinarsi dei rapidi cambiamenti in atto, rendendo 
ancora più fragile la famiglia tradizionale. 
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) sono state introdotte in Italia dalla 
legge n. 40 del 2004, la quale originariamente permetteva esclusivamente la fecondazione 
omologa (solo utilizzo di gameti della coppia richiedente), ed ora, dopo la pronuncia della 
Corte costituzionale consente anche la fecondazione eterologa (con utilizzo di gameti 
maschili o femminili esterni alla coppia)
 8
. Anche questa legge ha contribuito 
all’avvicinamento tra famiglia convivente e matrimoniale, dal momento in cui non ha inteso 
discriminare tra coppie sposate e non, riguardo all’accesso alle pratiche di PMA. 
La possibilità di accesso alle tecniche consentite di fecondazione assistita è infatti data alle 
coppie eterosessuali, sposate o conviventi, qualora almeno uno dei partner presenti 
patologie certificate. Resta fermo invece in Italia, anche dopo il controllo di legittimità 
costituzionale della norma in essere, il divieto di accedere a tali pratiche per i single e per le 
coppie omosessuali, poiché scopo della legge è quello di superare gli ostacoli alla naturale 
riproduzione, dovuti alla malattia di uno o di entrambi i richiedenti (malattia che costituisce 
tutt’ora requisito di accesso). Le coppie omosessuali, per ovvie ragioni, non potrebbero 
procreare a prescindere dall’esistenza di patologie riproduttive, per cui la legge sarebbe in 
ogni caso ad esse inapplicabile.  
Permane, inoltre, per tutti in Italia, e quindi anche per le coppie same sex, il divieto di 
surrogazione di maternità (peraltro punita penalmente). 
Le coppie omosessuali, dunque, non possono ad oggi accedere alle pratiche di 
fecondazione eterologa, né ricorrere alla surrogazione di maternità, né tantomeno accedere 
all’adozione ordinaria di minori in stato di abbandono, che avviene ancora per lo più in 
conformità al brocardo latino “Adoptio naturam imitatur”
9
. 
                                                             
8
 Con la sentenza n° 162 del 2014 la Corte costituzionale ha sancito l’illegittimità costituzionale del divieto di 
fecondazione eterologa previsto dalla l. 40/2004. Essendo, infatti, il ricorso alle pratiche di PMA volto 
principalmente a sopperire alle patologie riproduttive, è stato ritenuto profondamente discriminatorio dalla 
Corte il divieto di accesso a tali pratiche rivolto proprio ai soggetti affetti dalle patologie più gravi, come la 
sterilità o l’infertilità assoluta ed irreversibile. 
9
 F. BILOTTA, Omogenitorialità, adozione e affidamento famigliare, da Dir. Famiglia, fasc.3, 2011, pag. 1375.

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Stepchild adoption: lacune normative e ruolo dell'interprete

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Informazioni tesi

  Autore: Serena Maria Maione
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Catanzaro Magna Grecia
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Aquila Villella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

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Parole chiave

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convivenza di fatto
riforma diritto di famiglia
procreazione medicalmente assistita
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adozioni gay
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stepchild adoption
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