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La brevettabilità delle invenzioni aventi ad oggetto cellule staminali

Informazioni tesi

  Autore: Sara Foschi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Musso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

In un’ottica multidisciplinare e comparatistica il presente lavoro costituisce un punto di riferimento diretto all’apertura del sistema europeo verso l’innovazione nel settore delle biotecnologie.
Dopo un’attenta disamina dell’istituto brevettuale e dei requisiti che le invenzioni devono possedere per poter ottenere la protezione accordata dal diritto industriale, viene affrontata la complessa tematica relativa ai limiti europei imposti ai diversi sistemi brevettuali nazionali in materia di biotecnologie che utilizzano materiale genetico umano.
Se infatti, da un lato con la Direttiva n. 44/98 C.E. sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche il Consiglio Europeo ha mostrato una grande apertura verso questi strumenti di sviluppo economico, medico e sociale, dall’altro l’ambito della brevettabilità dei trovati biotecnologici risulta essere ancora fortemente limitato quando si tratta di invenzioni che sfruttano le potenzialità degli embrioni umani. Tra le ipotesi che integrano il divieto di brevettabilità per contrarietà coi principi dell’ordine pubblico e del buon costume, infatti, l’art. 6, comma 2, della Direttiva 44/98 C.E. annovera quelle scoperte che implicano lo sfruttamento commerciale dell’embrione umano. Nella stessa Direttiva, però, è chiaro l’intento di ammettere la tutela brevettuale per le invenzioni tratte dallo stesso materiale, che abbiano utilità diagnostiche o terapeutiche per gli stessi embrioni.
Vengono, quindi, analizzati tutti gli aspetti controversi generati dalla possibilità di riconoscere il brevetto nell’ambito delle scoperte scientifiche biotecnologiche. Questa analisi viene preceduta anche dall’esame delle questioni sollevate dinanzi alla Corte di Giustizia che hanno minato l’entrata in vigore della Direttiva stessa. Il successivo tentativo dell’Olanda di ottenerne la dichiarazione di illegittimità, subito dopo la sua entrata in vigore e le difficoltà che sono insorte nel nostro Paese durante l’iter per l’adeguamento alla normativa sovranazionale.
Dal punto di vista scientifico si procede alla descrizione delle varie fasi di sviluppo dell’embrione e delle diverse tipologie di cellule staminali, affrontando anche il quadro europeo relativo alla ricerca su tale materiale genetico.
Per quanto concerne il punto di vista etico-giuridico viene, invece, affrontato il dibattito sulla personalità giuridica dell’embrione nei vari Paesi dell’Unione europea con particolare attenzione ai principi sottesi alla sua tutela.
Fondamentale importanza viene riconosciuta all’aspetto economico della tutela brevettuale riguardante scoperte scientifiche, intesa come incentivo alla ricerca.
Sono poi trattati diversi casi giurisprudenziali relativi alla richiesta di brevetto per invenzioni biotecnologiche che presuppongono la distruzione di embrioni umani o l’utilizzo di cellule totipotenti derivanti da ovociti non fecondati. La Corte di Giustizia si è mostrata sempre incline al riconoscimento di una tutela dell’embrione quanto più larga possibile anche se tale interpretazione genera inevitabilmente contrasti con quelle che sono le vere finalità della Direttiva n. 44/98.
Lo scopo della presente tesi di laurea è dunque rappresentato dal bilanciamento tra gli interessi costituzionali che entrano in gioco quando si tratta di riconoscere il brevetto ad invenzioni biotecnologiche che presuppongono la distruzione o lo sfruttamento di embrioni umani e di tutti quei materiali genetici che possano esservi equiparati quanto a dignità.

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  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bologna
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  Lingua: Italiano
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49 Capitolo II REQUISITI DI BREVETTABILITA' E LIMITI INV ALICABILI ALL'UTILIZZO DI CELLULE STAMINALI 1. I REQUISITI PER OTTENERE IL BREVETTO BIOTECNOLOGICO 1.1. La novità All’ art. 3, comma 1, la Direttiva 98/44 reputa come brevettabili quelle invenzioni che siano “nuove, comportino attività inventiva e siano suscettibili di applicazione industriale” così elencando in una sola affermazione tutti quei requisiti che le invenzioni devono rispettare per poter essere coperte da brevetto 203 . In generale, in base all’ art. 46 comma 1 c.p.i. e all’ art. 54 CBE, un’ invenzione può considerarsi nuova “se non è compresa nello stato della tecnica”, che incorpora, secondo quanto disposto al secondo comma, “tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all’ estero, prima della data di deposito della domanda di brevetto, mediante una descrizione scritta od orale, un’ utilizzazione o qualsiasi altro mezzo”. Fanno parte dello stato della tecnica tutte le conoscenze comuni, le domande di brevetto ancora segrete e anche trovati di tempi remoti o caduti in disuso, purchè di essi rimanga un qualche ricordo che ne consenta l’ attuazione 204 . Dopo il deposito, la domanda rimane segreta per un periodo pari a 18 mesi, per cui chiunque depositi una domanda identica ad un’ altra ancora segreta può essere sorpassato da quest’ ultima, pur non conoscendola. Tale requisito richiede, quindi, che l’ invenzione non sia stata resa disponibile ad altri prima della data di deposito della domanda, in quanto ciò che risulta essere già noto e di “pubblico dominio” non può essere oggetto di privativa 205 . I due “parametri di misurazione” della novità sono costituiti dalle anteriorità, per cui è necessario che un’ invenzione non sia già stata realizzata da altri e dalla mancata predivulgazione, cioè dal fatto che l’ invenzione non sia già stata comunicata a terzi che potrebbero divulgarla 206 . Le anteriorità sono costituite da tutte quelle conoscenze, brevettate o meno, diffuse, nel Paese in cui si chiede il brevetto o all’ estero, prima della data di deposito della domanda brevettuale, comprese tutte le domande di brevetto già depositate ma non comm., 2008, p. 359 203 G. CAFORIO, I trovati biotecnologici tra principi etico- giuridici e il Codice di proprietà industriale, Giappichelli, Torino, 2006, p. 51 204 V . DI CATALDO, La brevettabilità delle biotecnologie. Novità, attività inventiva, industrialità, in Riv. dir. ind., I, 1999, p. 178 205 A. STAZI, Innovazioni biotecnologiche e brevettabilità del vivente, Giappichelli, Torino, 2012, p. 21 206 A. PIZZOFERRATO, Brevetto per invenzione e biotecnologie, in F. GALGANO( a cura di), Trattato di diritto commerciale e di diritto pubblico dell’ economia, Cedam, Padova, 2002, p. 164

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Parole chiave

biotecnologie
salute
brevetto
corte di giustizia
invenzioni
cellule staminali
embrioni
proprietà industriale
dignità umana
direttiva 44/98

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