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Sulla legittimità costituzionale del contratto a tutele crescenti. Commento a Corte Cost. 8 novembre 2018, n. 194

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Bottacchiari
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Chiara Lazzari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

La tesi in oggetto mira ha realizzare un'attenta analisi sulle motivazioni di incostituzionalità del contratto a tutele crescenti introdotto dal c.d. "Jobs Act".

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  Autore: Matteo Bottacchiari
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
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23 “Oggi, infatti, in virtù del combinato disposto della sentenza della Corte costituzionale e dell’intervento del legislatore, il rimedio generalmente azionabile ai sensi dell’art. 3, comma 1, del d.lgs. n. 23 contro il licenziamento ingiustificato, potrà senz’altro consistere, in una indennità risarcitoria onnicomprensiva che il giudice dovrà commisurare alla concreta situazione dedotta in giudizio (rendendo congruo, pertanto, il ristoro rispetto al danno subito, seppure entro le soglie ricordate)”. 24 Rimane ancora vivo il problema legato alla misura dell’indennizzo, il quale rimane tutt’ora ancorato ai limiti minimi e massimi che non possono in alcun modo essere disattesi dal giudice. Secondo quanto poi disposto dalla norma, le due mensilità per ogni anno di servizio risultano anch’esse parametro a cui il giudice deve sottostare, senza possibilità alcuna di realizzare una previsione in peius. È infatti inammissibile la diminuzione della soglia di due mensilità per ogni anno di servizio, essendo possibile solo modifiche in melius: preso atto del primo parametro (l’anzianità di servizio), e valutati gli ulteriori aspetti, il giudice potrà solamente innalzare l’indennizzo, dandone atto alla controparte tramite adeguate motivazioni. Con l’intervento, il parametro dell’anzianità di servizio non viene né eliminato, né tanto meno dichiarato incostituzionale in quanto una norma che preveda “un risarcimento forfettizzato del danno non è di per sé contraria alla Costituzione” 25 : si noti come tale parametro è desumibile storicamente nel nostro ordinamento, oltre al fatto che la legge delega n. 183 del 2014 impone (non solo al legislatore delegato, ma, deve ritenersi, anche al giudice, in via di interpretazione costituzionalmente orientata) di determinare “un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio”. Va però precisato che la Costituzione impone che il danno forfettizzato sia in ogni caso di importo “adeguato” e dunque generi una ragionevole contemperamento degli interessi in conflitto. Il giudice delle leggi indica dunque gli altri criteri, già insiti nel sistema, che il giudice deve utilizzare per calibrare il risarcimento del danno in base alla singola situazione concreta. Al riguardo la pronuncia richiama espressamente sia gli indici fissati dall’art. 8, l. 604/1966 - che si riferisce a “il numero dei dipendenti occupati, alle 24 Giubboni S., Il licenziamento del lavoratore con contratto “a tutele crescenti” dopo l’intervento della Corte costituzionale, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”.IT-379/2018, p 5. 25 Carinci M.T., La Corte costituzionale n. 194/2018 ridisegna le tutele economiche per il licenziamento individuale ingiustificato nel “Jobs Act”, e oltre, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”.IT - 379/2018, p. 16.
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