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I legami geopolitici, geo economici e migratori tra Italia e Libia

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Luna
  Tipo: Tesi di Master
Master in Migrazione e sivluppo- migration and development
Anno: 2022
Docente/Relatore: Melcangi Alessia
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

Tra il 1969 e il 2011 lo stato di Libia è stato governato da una delle figure più controverse e di difficile interpretazione della storia: Muʿammar Gheddafi, Guida e Leader fraterno della Rivoluzione della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, come veniva ufficialmente appellato in patria, posto al vertice dello stato dal coup d'état del primo settembre 1969.

La sua ascesa nel '69 e la sua morte violenta a seguito di una insurrezione popolare con l'appoggio delle potenze occidentali nel 2011, hanno segnato un passaggio decisivo nei rapporti con l'Italia e con l'Occidente, una sorta di spartiacque tra il tipo di relazioni esistenti fino al 2011 e dal 2012 in poi.

Questa tesi, nei tre capitoli presenti, ha lo scopo di ripercorrere e ricostruire il lungo, complesso e ambiguo percorso di rapporti economico-diplomatici sia con l'Italia che con l'Occidente e il mondo arabo in generale, instaurato a partire dall'avvento del Re dei Re dell'Africa, fino alla sua caduta e a tutto ciò che ne è seguito: dal tentativo fallito di pace alla guerra civile alla trasformazione di essa in una proxy war.

In particolare nel primo capitolo sarà fatto un riepilogo degli ultimi 50 anni di governo in Libia: partendo dal colpo di stato del settembre 1969 si arriverà al periodo critico dei rapporti con l'Occidente negli anni '80 e '90, passando poi al disgelo nei primi anni 2000 sino alla caduta del ra'is e alla guerra civile venuta dopo.

Nel secondo capitolo invece sarà affrontato nel dettaglio l'evoluzione dello storico ruolo geopolitico, geoeconomico e migratorio italiano in Libia, analizzando nel dettaglio il trattato di Bengasi del 2008; anche qui verranno evidenziate le distinzioni tra i rapporti pre e post 2011.

Infine, nel terzo capitolo si affronterà sia la perdita di influenza privilegiata italiana ed europea con l'ingresso di altre potenze regionali e globali, sia si cercherà di dare degli stimoli per capire come l'Occidente, Italia in particolare, abbia cercato, e cerchi, di recuperare tale rapporto privilegiato.

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Luna
  Tipo: Tesi di Master
Master in Migrazione e sivluppo- migration and development
Anno: 2022
Docente/Relatore: Melcangi Alessia
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 58

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4 Introduzione Tra il 1969 e il 2011 lo stato di Libia è stato governato da una delle figure più controverse e di difficile interpretazione della storia: Muʿammar Gheddafi, Guida e Leader fraterno della Rivoluzione della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, come veniva ufficialmente appellato in patria, posto al vertice dello stato dal coup d'état del primo settembre 1969. La sua ascesa nel ‘69 e la sua morte violenta a seguito di una insurrezione popolare con l’appoggio delle potenze occidentali nel 2011, hanno segnato un passaggio decisivo nei rapporti con l’Italia e con l’Occidente, una sorta di spartiacque tra il tipo di relazioni esistenti fino al 2011 e dal 2012 in poi. Come verrà esposto nei tre capitoli della tesi, per motivi storici, economici, strategici, di sicurezza e di energia, esiste un delicato ma potente legame che unisce Roma con Tripoli e che mette in connessione e interdipendenza i due stati: l’Italia ha bisogno della Libia e la Libia ha bisogno dell’Italia. La prima, per mancanza di materie prime strategiche, per assenza di storia coloniale incisiva e per la sua posizione geografica, non esiste senza la seconda, ma anche la seconda, per motivazioni di export economici su cui Gheddafi ha basato tutto il suo potere, non esiste senza la prima. Tuttavia, con la guerra civile, tale delicata danza di interconnessione si è arrestata: si è assistito all’ingresso di numerosi attori internazionali, con scopi più o meno pacifici, che hanno messo in profonda discussione il privilegiato storico legame esistente. Questa tesi, nei tre capitoli presenti, ha lo scopo di ripercorrere e ricostruire il lungo, complesso e ambiguo percorso di rapporti economico-diplomatici sia con l’Italia che con l’Occidente e il mondo arabo in generale, instaurato a partire dall’avvento del Re dei Re dell'Africa, fino alla sua caduta e a tutto ciò che ne è seguito: dal tentativo fallito di pace alla guerra civile alla trasformazione di essa in una proxy war. In particolare nel primo capitolo sarà fatto un riepilogo degli ultimi 50 anni di governo in Libia: partendo dal colpo di stato del settembre 1969 si arriverà al periodo critico dei rapporti con l’Occidente negli anni ‘80 e ‘90, passando poi al disgelo nei primi anni 2000 sino alla caduta del ra’is e alla guerra civile venuta dopo. Nel secondo capitolo invece sarà affrontato nel dettaglio l’evoluzione dello storico ruolo geopolitico, geoeconomico e migratorio italiano in Libia, analizzando nel dettaglio il trattato di Bengasi del 2008; anche qui verranno evidenziate le distinzioni tra i rapporti pre e post 2011. Infine, nel terzo capitolo si affronterà sia la perdita di influenza privilegiata italiana ed europea con l’ingresso di altre potenze regionali e globali, sia si cercherà di dare degli

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