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L'infanzia tra fiaba e teatro: Gianni Rodari, l'educatore rivoluzionario

Informazioni tesi

  Autore: Sofia Longhini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Italianistica, lingue e culture europee, scienze linguistiche
  Relatore: Luigi Weber
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

Dalla grammatica della fantasia, passando per il lavoro teatrale di Gianni Rodari con il Manuale del Pioniere e la rivisitazione in chiave teatrale delle fiabe popolari europee fino a un'indagine sul teatro ragazzi oggi e in particolare in relazione alla posizione politica rodariana più volte espressa: un punto di vista popolare e proletario che vede nella classe operaia il suo pubblico di riferimento. Il teatro di Rodari si intreccia allora al manifesto di Benjamin "Programma per un teatro proletario di bambini" che racconta l'esperienza di Asja Lacis nella Russia del '17, con i bambini russi. Quale punto di contatto può esserci tra due autori e due momenti storici così diversi? Cosa rimane del pensiero di un teatro fatto da e per i Bambini oggi? Che eredità politica e teatrale ci lascia oggi Rodari?

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  Autore: Sofia Longhini
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Italianistica, lingue e culture europee, scienze linguistiche
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4 INTRODUZIONE Il mio desiderio di approfondire lo studio della produzione teatrale di Gianni Rodari, forse meno nota rispetto a quella narrativa e di letteratura per l’infanzia, ma senz’altro fondamentale nel suo percorso di educatore e scrittore, nasce dall’incontro con il suo testo più celebre, il suo manifesto: La grammatica della fantasia, scritto nel 1973 e pubblicato da Einaudi. Tra gli accesi dibattiti del Novecento sul valore e la funzione della fiaba, senza mai dimenticare le riflessioni gramsciane sulla cultura popolare e subalterna e la lezione di Calvino con Fiabe italiane, Rodari si focalizza, nella sua Grammatica, proprio su uno dei pilastri di questo dibattito. Nel capitolo Le carte di Propp, infatti, Rodari prende in esame questo autore, attraverso, tra le altre, una delle sue opere principali Le radici storiche dei racconti di fate, del 1949. È proprio in questo testo che viene esposta la teoria per cui il nucleo più antico delle fiabe magiche deriva dai rituali di iniziazione in uso nelle società primitive. Da quel momento in poi, la fiaba ha potuto vivere come tale solo nel momento in cui l’antico rito è venuto meno, lasciando di sé solo il racconto. Le fiabe sarebbero quindi nate dalla caduta dal mondo sacro al mondo laico, e poi da qui sarebbero approdate nel mondo infantile: stesso è il percorso di quegli oggetti prima rituali e culturali, come le marionette e i burattini, che hanno come loro più lontane antenate le maschere rituali dei popoli primitivi, che sono poi stati “ridotti” a giocattoli. In effetti, pare proprio che quel passaggio dal sacro al profano di cui si parla per le fiabe riguardi anche il teatro stesso: insomma, «dal sacro al profano, dal rito al teatro, dal teatro al mondo dei giochi», afferma Rodari nel suo testo-manifesto. Il discorso per l’autore, però, si fa inevitabilmente inscindibile da un contesto concreto, politico: all’origine e intrinseco nella nostra cultura, quindi, il teatro deve però poi diventare uno strumento per la presa di coscienza collettiva e di unione cittadina, almeno nella società ideale disegnata dai Pionieri e raccontata da Rodari nel Manuale del Pioniere, il manuale appunto che raccoglie dati per la costruzione di una società nuova basata sull’uguaglianza dei popoli, dei paesi, senza distinzione alcuna di classe, lingua o condizione economica: qui viene infatti proposto, all’interno del capitolo La filodrammatica un tipo di teatro fatto da, con e per i ragazzi, in cui educare i giovani artisti e il loro pubblico. Come declinare allora l’incanto della fiaba, che secondo Propp richiama quel mondo atavico e rituale, alla concretezza del teatro di cui parla Rodari, con i suoi espedienti e i suoi strumenti da applicare al reale e al quotidiano? Forse potremmo trovare una possibile risposta nelle rivisitazioni dell’autore in chiave teatrale

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Parole chiave

teatro
infanzia
fiaba
benjamin
teatro ragazzi
gianni rodari
andersen
teatro proletario
grammatica della fantasia
asja lacis

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