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Semantica di eidos e idea dai poemi omerici al Corpus Hippocraticum. Sulle tracce di un progressivo addensamento epistemologico

Informazioni tesi

  Autore: Cristina Lombardo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere
  Corso: Scienze dell'Antichità
  Relatore: Franco Giorgianni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

Questo studio si propone di esaminare l’uso pre-platonico dei termini εἶδος e ἰδέα fin dalle prime attestazioni di età arcaica, al fine di delineare le tappe fondamentali di uno sviluppo semantico che da un significato originario di semplice “aspetto o figura visibile umana” finirà per denotare concetti più complessi come quello di “rappresentazione mentale”, rendendo i termini particolarmente adatti per entrare a far parte del lessico della speculazione intellettuale e filosofica di IV sec. a. C.
Invero, nell'ultimo secolo i termini εἶδος e ἰδέα sono stati oggetto di un discreto numero di studi di tipo esclusivamente semantico (Taylor 1911, Gillespie 1912, Weidauer 1954, Sandoz 1971, Diller 1974, Herrmann 2013) nonché di riflessioni teoriche all'interno della tradizione di studi platonici (Brommer 1940, Fronterotta - Leszl 2005) per via della ben nota dottrina che da questi stessi prende, difatti, il nome: la dottrina delle idee.
Tuttavia, a dispetto della letteratura già esistente e dell'importanza cruciale che i termini rivestono nella filosofia platonica, la riflessione sull'uso ed evoluzione semantica delle due parole dalle prime attestazioni in Omero sino a Platone non sembra restituire un quadro coerente e completo, continuando a persistere un certo grado di confusione e ambiguità nella comprensione e traduzione dei termini.
Le cause di una tale risultato risiedono a mio avviso in due ordini di ragioni:
- la parzialità dei corpora su cui è svolta l'indagine (ora solo Omero, ora solo Tucidide e Ippocrate, ora solo Platone) e/o della metodologia e punto di vista dell'analisi (ora solo etimologico, ora solo semantico, ora solo filosofico, ora per opposizione semantica ad altri termini): ritengo che i contributi e gli approcci dei singoli studiosi vadano invece integrati in modo da colmare vicendevolmente le aporie e contraddizioni che emergono in ogni singolo lavoro. Ad esempio, l'ipotesi di Taylor riguardante l'incidenza della concezione pitagorica dei numeri nell’evoluzione del significato di εἶδος (ipotesi criticata senza adeguate argomentazioni o del tutto trascurata dagli studiosi successivi) potrebbe spiegare le premesse filosofiche e permette di esplicitare meglio il significato di certi sviluppi semantici della parola, come quello ippocratico di εἶδος di una malattia o di una τέχνη.
D'altra parte, una mancata disamina delle attestazioni omeriche da parte dello stesso Taylor ha fatto sì che fossero tralasciati alcuni aspetti connotativi della parola che avrebbero invece apportato un contributo notevole a sostegno della sua stessa tesi sul significato ‘classificatorio’ del termine εἶδος.
- un errore di metodo, a mio avviso fondamentale, da cui è stata viziata l'intera tradizione di studi su εἶδος e ἰδέα fin dall'inizio, ovvero un'analisi congiunta delle occorrenze dei due termini che non distinguesse tra l'uso ora dell'uno ora dell'altro, posto che una loro differenza semantica fosse irrilevante, se non del tutto inesistente. In breve, i termini erano trattati come sinonimi; di più, quasi come semplici varianti testuali della stessa parola e, complessivamente, dallo stesso significato. Credo che sovrapponendo e confondendo i due termini si sia finito per aumentare, piuttosto che dissipare, i dubbi relativi al significato proprio di ciascuna voce, generando ulteriori ambiguità e contraddizioni.
L’errore di metodo era dovuto, a sua volta, alla finalità con cui erano svolti tali studi, compiuti sempre in vista dell’uso platonico dei termini all’interno della sua dottrina delle idee: il (presunto) uso indistinto di Platone ha finito così per orientare retrospettivamente anche l’interpretazione dell’uso preplatonico dei due termini.
Pertanto, mi propongo di riesaminare le attestazioni dei due termini nella letteratura preplatonica, ovvero dai Poemi omerici fino ai testi del Corpus Hippocraticum, per tentare di delineare un quadro concettuale più completo dell’evoluzione semantica dei due termini.
Inoltre, la disamina delle occorrenze avrà lo scopo di appurare se e in che modo è possibile tracciare una netta separazione tra gli usi di εἶδος e quelli di ἰδέα.
Le conclusioni del lavoro potranno essere utili a illuminare, infine, alcuni punti del più recente dibattito filosofico sulla dottrina delle idee e più in generale sul problema della conoscenza in Platone.

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  Autore: Cristina Lombardo
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linguistica
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