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Hate speech: usi e forme nella comunicazione digitale

Nel presente elaborato di tesi si vuole analizzare il fenomeno sempre più esteso nella complessa società odierna relativo all’uso del linguaggio d’odio (definito in inglese hate speech), ossia l’impiego nella comunicazione verbale di insulti, ingiurie ed offese volte a denigrare un singolo individuo o un gruppo di persone in base a delle caratteristiche che li accomunano, come la razza, la lingua, la religione, l’orientamento sessuale e così via.
Partendo dalla definizione di “pragmatica” (ramo della linguistica che studia l’uso della lingua nei differenti contesti comunicativi) e delle principali teorie che la caratterizzano (teoria della rilevanza di Sperber e Wilson e la teoria degli atti linguistici di Austin), il primo capitolo sarà composto, in primo luogo, dalla definizione di hate speech e dall’analisi sociolinguistica che lo caratterizza (ingiustizia discorsiva, parole d’odio e riduzione al silenzio). Successivamente, si distinguono gli insulti dagli epiteti denigratori, ossia le componenti principali del linguaggio d’odio; l’attenzione viene posta in particolare all’uso degli epiteti denigratori nei diversi contesti sociali che rappresentano una minaccia rilevante e in costante sviluppo tale da incidere negativamente sul mantenimento di rapporti interpersonali improntati a criteri di correttezza e rispetto. Infine, si esaminano le differenti forme di contrasto al linguaggio d’odio sia nella vita reale sia nella vita online.
Il secondo capitolo si compone, inizialmente, dalla definizione di “ciberpragmatica” (settore della pragmatica che studia l’uso della lingua nelle piattaforme digitali) e dalle sue componenti principali, come Internet, la rete e i new media. In seguito, si studiano le differenze principali tra la comunicazione faccia a faccia e la comunicazione online e le dinamiche comunicative presenti in alcune piattaforme digitali (social media quali X, Whatsapp, Facebook e Instagram) per comprendere in quali contesti questo fenomeno risulta essere maggiormente preponderante e con quali sfaccettature. Si procede con lo studio della creazione dell’identità digitale e finalmente si analizza nel dettaglio il fenomeno dei leoni da tastiera e del cyberbullismo.
Infine, nel terzo capitolo della ricerca, è presente un’analisi attenta di esempi comuni e frequenti di hate speech presente nel social X (ex Twitter), ovvero tutti i commenti, segnalazioni e censure di articoli o prodotti multimediali caratterizzati dall’uso di un linguaggio di natura discriminatoria.
Tale ricerca, condotta attraverso una metodologia che si è basata sull’analisi delle testimonianze di esperienze personali negative dei vari utenti, ha fatto emergere dati preoccupanti per l’elevata diffusione del fenomeno e si consiglia, pertanto, un approfondimento del tema allargando la ricerca a sfere sociali esterne a quelle delle piattaforme online per un quadro completo del fenomeno che consenta interventi di risoluzione più incisivi.

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18 Capitolo II: Il linguaggio d’odio nell’era digitale II.1. Ciberpragmatica: cos’è e come varia la comunicazione nella rete Come accennato all’inizio del capitolo 1, la pragmatica è quel ramo della linguistica che si occupa dello studio dell’uso della lingua nei diversi contesti comunicativi. Negli ultimi decenni, ha ampliato i suoi orizzonti creando differenti settori come, ad esempio, la ciberpragmatica, che studia l’uso della lingua nella rete e in Internet. Tale scienza nasce nel 2001 e basa le sue ricerche sulla prospettiva della teoria della rilevanza di Sperber e Wilson. Nello specifico, studia i seguenti aspetti: 1) gli utenti presenti nella rete, che posseggono delle intenzioni comunicative, inviano una serie di messaggi ai loro interlocutori che devono poi interpretare correttamente o, detto in termini tecnici, metarappresentare 13 ; 2) gli utenti ricorrono a strategie inferenziali 14 per interpretare i messaggi della rete; 3) gli utenti si aspettano che i loro destinatari siano capaci di accedere alle informazioni contestuali necessarie per l’interpretazione corretta dei messaggi; 4) le qualità dei vari mezzi di comunicazione attraverso Internet (email, chat, pagine web e così via) influiscono sulla qualità dell’accesso, da parte degli utenti, alle informazioni contestuali, alla quantità d’informazioni ottenuta, all’interpretazione scelta e allo sforzo mentale che gli utenti dedicano per ottenere tale interpretazione (Yus Ramos, 2010, pp. 31-32 [traduzione mia]). Per comprendere meglio come si sviluppa la comunicazione in un contesto virtuale, si può analizzare lo schema creato da Yus Ramos (2010, p. 32) illustrato di seguito: 13 Metarappresentazione: si tratta di un processo mentale che solamente gli esseri umani ed alcuni primati posseggono e consiste nel creare ipotesi su ciò che il nostro interlocutore sta per dire e/o su quale sia il contenuto del messaggio che ci invierà. 14 Inferenza: serie di processi mentali che aiutano gli interlocutori a ottenere i significati impliciti presenti nei messaggi che si inviano durante l’interazione comunicativa.

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Informazioni tesi

  Autore: Rossana Carpitella
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2022-23
  Università: UKE - Università Kore di Enna
  Facoltà: Lingue e culture moderne
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Carlos Fruhbeck Moreno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

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Parole chiave

odio
insulti
offese
hate speech
epiteti denigratori
bullismo e cyberbullismo

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