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Il benessere delle bovine lattifere: indagine conoscitiva

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Ferroni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Medicina Veterinaria
  Corso: Tutela e Benessere Animale
  Relatore: Pia Lucidi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

Durante il mio percorso di studi ho constatato che esiste una distanza a volte notevole tra ciò che si studia relativamente al benessere animale e la realtà di alcuni allevamenti di bovine da latte. Per questo motivo ho deciso di indagare queste realtà ed è da qui che ha iniziato a prendere forma la mia tesi.
I bovini sono animali gregari, che vivono in gruppi matriarcali dove i vitelli rimangono con le madri fino alla maturità sociale; tra gli individui si sviluppano forti relazioni amicali espresse soprattutto con il comportamento di grooming reciproco. L’ipotesi della mia tesi era volta a verificare se nella provincia di Teramo ci fossero allevatori che riescono ad avvicinarsi a standard etici di produzione del latte, cioè che tengano conto delle necessità etologiche della specie bovina. Tuttavia causa forza maggiore ho optato per la diffusione di un questionario che si è allargato a tutte le regioni italiane. L’indagine è stata inviata a circa 500 aziende. Il questionario era composto da 75 domande a risposta multipla e aperta, riguardanti l’aspetto organizzativo, manageriale e strutturale delle aziende, insieme a domande riguardanti specificatamente gli animali. In particolare mi premeva avere informazioni sul tipo di rapporto degli animali con gli operatori, la condizione di vita nelle vitellaie e la gestione del rapporto materno-figliale in questi allevamenti. Le risposte ottenute hanno permesso di verificare le condizioni di 80 allevamenti di bovine lattifere sul territorio italiano.
Dai risultati della presente ricerca appare in linea generale una scarsa conformità al rispetto del benessere e che siano poco seguiti e non completamente concretizzati i manuali e le leggi attualmente presenti sul territorio nazionale. Questo implica che, nonostante leggi e regolamenti siano presenti e cogenti, forse il problema risiede nella scarsità o inconsistenza dei controlli. In particolare sono sempre più frequenti gli scandali legati alla modalità con cui i controlli vengono effettuati da parte di veterinari compiacenti; la scarsa attenzione al benessere risalta anche dai risultati dell’indagine presente, vista l’elevata percentuale di malattie e la scarsa propensione da parte degli allevatori nel migliorare le tecniche di allevamento per diminuire l’incidenza di patologie e le sofferenze legate al distacco precoce e alla mancanza di cure adeguate. Per questo non possiamo che ribadire quanto sia necessario che, almeno dal punto di vista normativo, si tenga conto della sofferenza animale, seppure in termini utilitaristici, come insegna Jeremy Bentham: la domanda da porsi non è “possono ragionare?”, né “possono parlare?” ma “possono soffrire?”.
Evitare la sofferenza degli animali allevati per l’alimentazione umana si può e si deve pretendere: per cui la promozione di programmi di formazione e di educazione per favorire l’adeguata applicazione delle norme da parte di proprietari e detentori di animali può contribuire in modo veloce a raggiungere questo obiettivo.

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46 g. Percentuale di malattie e mortalità In media la percentuale di bovine lattifere che si ammalano all’anno è del 5%, con un minimo dello 0% e un massimo del 20%. Per i vitelli, la percentuale del tasso di mortalità per anno si aggira su valori estremamente variabili, con un minimo dello 0% e un massimo del 30%. L’età più delicata per la sopravvivenza dei vitelli, quindi il tasso maggiore di mortalità, è risultata essere la prima settimana di vita per il 23,6% dei casi. In figura 7 sono riportati i risultati relativi alla risposta n. 74 del questionario. Figura 7. Età più delicata per la sopravvivenza dei vitelli Nello studio del campione alla domanda: “Capita che alcuni animali si feriscano?” due allevatori hanno riferito che ciò accade quando si verifica una lotta nel gruppo (in regime di stabulazione libera) oppure quando le corna rimangono incastrate nelle auto catture. In figura 8 sono riportati i risultati in percentuale degli animali che si feriscono, per un totale di 49,4%.

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Parole chiave

questionario
benessere animale
bovine da latte
indagine conoscitiva
allevamento bovine lattifere
svezzamento vitello-madre
gestione allevamento
legislazione animale
etologia bovino
punti critici dell'allevamento

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