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''Misunderstanding all you see''. Il fantastico nelle canzoni e nei film dei Beatles

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Anteprima della tesi: ''Misunderstanding all you see''. Il fantastico nelle canzoni e nei film dei Beatles, Pagina 6
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finzione dalla realtà è piuttosto complicato per il lettore, poiché, per essere tale, l’opera 
fantastica deve aprirsi con una situazione quotidiana in cui egli possa riconoscersi, la 
quale viene improvvisamente stravolta dall’intervento dell’elemento soprannaturale. Ed 
è almeno su questo che tutti i teorici sembrano concordare. Infatti, se si prendono in esame 
le definizioni date da Marcel Schneider e Roger Caillois, si può notare che esse esprimono 
il medesimo concetto: se per il primo il fantastico è “un prodotto di rottura, una 
lacerazione improvvisa nell’esperienza vissuta nel quotidiano”
4
, per il secondo “è rottura 
dell’ordine riconosciuto, irruzione dell’inammissibile all’interno della inalterabile 
legalità quotidiana”
5
. 
Di conseguenza, risulta chiaro che le fiabe e le storie fantasy non possono essere 
categorizzate come fantastiche, poiché sono ambientate in un tempo remoto (“C’era una 
volta...”) “in un paese lontano lontano”, in cui animali possono parlare, il bene trionfa sul 
male e povere ragazze riescono a sposare il principe del reame vivendo “per sempre felici 
e contenti”. In altre parole, accadono eventi magici e surreali, che il lettore – perlomeno 
il lettore adulto – sa con certezza non possono verificarsi nel proprio mondo. Ed è per 
questo che, quando leggiamo Hänsel und Gretel o The Lord of the Rings, non ci assale 
quel sentimento di perturbazione e spavento, che invece ci accompagna dalla prima 
all’ultima pagina dei racconti di Edgar Allan Poe o Stephen King. Eppure, le fiabe dei 
fratelli Grimm non sono prive di elementi macabri destabilizzanti, che giustamente 
vengono omessi nelle versioni per i bambini. Basti pensare a Das Mädchen ohne Hände 
(La fanciulla senza mani), dal titolo ben poco rassicurante, oppure ad Aschenputtel 
(Cenerentola), in cui le sorellastre si tagliano un pezzo di piede per poter indossare la 
scarpetta di cristallo, o ancora a Schneewittchen (Biancaneve), in cui la matrigna viene 
costretta a indossare scarpe incandescenti e a ballare fino alla morte come punizione per 
aver tentato di uccidere Biancaneve. 
Se le fiabe non appartengono a questo genere poiché le vicende si verificano in un tempo 
remoto e indeterminato, allo stesso modo i racconti utopici e distopici non possono essere 
considerati fantastici. In essi, “partendo da premesse irrazionali, i fatti si concatenano in 
modo perfettamente logico”
6
. Più che di esitazione, si parla in questo caso di adattamento: 
 
4
 Marcel Schneider, La littérature fantastique en France, Parigi, Fayard, 1964, cit. in Silvia Albertazzi, Il 
punto su: la letteratura fantastica, Bari, Laterza, 1995, p. 4. 
5
 Roger Caillois, Au coeur du fantastique, Parigi, Gallimard, 1965, cit. in S. Albertazzi, Il punto su: la 
letteratura fantastica, Bari, Laterza, 1995, p. 4. 
6
 T. Todorov, La letteratura fantastica, cit., p. 59.
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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Soffritti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Silvia Albertazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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