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Il processo penale alle persone giuridiche nel d. lgs. 8 giugno 2001, n. 231

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ostacoli non facilmente superabili, soprattutto in quegli ordinamenti in cui, ragioni di ordine costituzionale, limitano la responsabilità alle sole persone fisiche 13 . In sintesi, il nostro sistema sanzionatorio si presenta come sistema binario in cui un ramo è incentrato sulla competenza dell’autorità giudiziaria penale, l’altro è di competenza dell’autorità amministrativa: nel tratteggiare la responsabilità degli enti, il legislatore non poteva tralasciare questa sua peculiarità. Per molti Autori, quindi, il legislatore non ha fatto altro che inserire un tertium genus 14 di responsabilità - trasformando il sistema in triplo binario - a cui ha dovuto attribuire il nomen juris di “responsabilità amministrativa dell’ente per illeciti dipendenti da reato”. I sostenitori di questa linea interpretativa ritengono che il legislatore abbia introdotto una forma di 13 Primo esempio tra tutti è proprio l’ordinamento giuridico italiano, con riferimento al disposto dell’articolo 27 della Costituzione, che sembrerebbe impedire la configurazione di una responsabilità penale dell’ente. E’, difatti, la definizione di responsabilità penale come «personale», che implicherebbe un ostacolo al superamento del principio “societas delinquere non potest”. Discordanti i pareri della dottrina: da una parte, interpretando il dettato nel senso di «responsabilità penale per fatto proprio», si fa derivare da questo la necessità che il reato sia ricollegabile causalmente al soggetto agente, quindi, attribuendo il fatto proprio al comportamento dell’agente e non alle caratteristiche soggettive di questo. In questa direzione non deriva, come conseguenza, una preclusione costituzionale all’estensione della responsabilità penale anche in capo alla persona giuridica. Problematica, invece, la posizione di altra parte della dottrina, che ritiene di interpretare il termine “responsabilità personale” come responsabilità personale per fatto proprio “colpevole”: con ciò si vuole indicare che il fatto colpevole è attribuito al soggetto agente non solo per un criterio oggettivo, bensì anche per un criterio soggettivo, ossia dolo o colpa dello stesso. Questi sono elementi difficilmente riconducibili ad una persona giuridica, a cui l’evento non può essere rimproverabile, in quanto da lui non direttamente controllabile. A rafforzare ciò si aggiunga il disposto dell’art. 27, comma 3 Cost., secondo cui la pena ha funzione rieducativa, quindi risulta impossibile concepire che tale finalità sia perseguita nei confronti di un ente al quale il comportamento riprovevole non è né riconducibile né rimproverabile. Come conclude sul punto ZANALDA, op. cit., 6350, «le difficoltà pertanto sollevate per l’introduzione della responsabilità penale della persona giuridica, sono ricollegate ad una scelta di politica criminale del legislatore ordinario, suscettibile di futura evoluzione». Cfr. FOGLIA MANZANILLO, La responsabilità penale delle persone giuridiche alla luce dei principi costituzionali, in www.cahiers.org. Secondo CARBONE, La nuova disciplina della responsabilità amministrativa delle società, in Danno e Responsabilità, 2002, 237 ss., così come in altri Paesi, che hanno adottato la soluzione penalistica, anche il legislatore italiano ritiene ormai che il principio della natura personale della responsabilità penale, sancito dall’art. 27 Cost., non contenga il divieto di forme di responsabilità di soggetti diversi dalle persone fisiche. Nonostante questo, a parere di ARENA, La responsabilità dell’ente nell’ordinamento giuridico italiano, in www.diritto.it, proprio per evitare uno scontro frontale con il principio della personalità della responsabilità penale, il legislatore delegante avrebbe adottato, per il nuovo modello, l’etichetta di “responsabilità amministrativa”. 14 ALESSANDRI, Note penalistiche sulla nuova responsabilità delle persone giuridiche, in Riv. trim. dir. pen. ec., 2002, 33, rileva le difficoltà pratiche a considerare la responsabilità puramente amministrativa, così come per il condurla in un alveo penalistico, asserendo comunque di essere lontano da quelle posizioni dottrinali che forniscono «ambigue soluzioni in chiave di tertium genus».
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Informazioni tesi

  Autore: Ilenia Porro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Ceresa-gastaldo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 218

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