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Degradazione e valutazione degli effetti sui microrganismi di una miscela di erbicidi sulfonilureici

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11 E’ stato inoltre ipotizzato che elevate concentrazioni di un composto xenobiotico abbiano un effetto inibitore o tossico sui microrganismi che lo degradano. Secondo Gan et al. (1995), ciò sarebbe dovuto all’inibizione di uno o pochi membri dei consorzi necessari per la degradazione. Nella maggior parte dei casi, l’esposizione a concentrazioni agronomiche non sembra influenzare la vitalità delle popolazioni microbiche né le attività enzimatiche prese in considerazione (Omar e Abdel-Sater, 2001); anche a questo proposito, tuttavia, non mancano esempi che dimostrano come la continua esposizione a basse concentrazioni di erbicidi possa indurre profondi cambiamenti nella composizione di una comunità microbica (de Lipthay et al., 2003). Meccanismo d’azione. I fitofarmaci basano la loro efficacia nei confronti delle specie sensibili sulla capacità di interferire con attività metaboliche vitali; alcuni di essi agiscono su processi biochimici comuni a piante, animali e microrganismi e possono potenzialmente costituire una minaccia per gli organismi non target. E’ noto ad esempio che l’erbicida dinoseb, che interferisce con la catena di trasporto degli elettroni privando la cellula di ATP, mostra un ampio spettro di tossicità nei confronti di alghe, batteri e funghi; altri erbicidi il cui sito d’azione si riscontra, oltre che nelle piante, anche in batteri o funghi, risultano in genere ben tollerati alle concentrazioni d’uso (Moorman, 1989). Resistenza. L’uso continuativo di uno o più principi attivi caratterizzati dallo stesso meccanismo d’azione può condurre alla selezione di popolazioni resistenti di microrganismi. Il fenomeno, noto soprattutto a carico di batteri e funghi fitopatogeni, è stato osservato anche in specie agronomicamente utili, come Rhizobium trifolii (Lindstrom et al., 1985). 1.1.4. Effetti dei fitofarmaci sulle comunità microbiche e sulla fertilità del suolo I microrganismi che vivono nel suolo costituiscono un’importante e differenziata comunità che catalizza molte attività importanti per la fertilità del suolo e la crescita delle piante; funghi, batteri ed enzimi di origine microbica sono responsabili di trasformazioni biochimiche che rendono gli elementi nutritivi disponibili per le colture. E’ utile sottolineare che le trasformazioni puramente chimiche che avvengono nell’ecosistema suolo sono normalmente trascurabili rispetto a quelle dovute ad attività biologica (Florenzano, 1983). L’uso continuato di fitofarmaci ha portato ad una crescente preoccupazione circa i potenziali effetti negativi sulle comunità microbiche del suolo; in particolare si teme che, a lungo termine, l’esposizione a queste sostanze possa influenzare negativamente la produttività delle colture attraverso alterazioni dei cicli degli elementi. L’ampia diffusione dell’uso di fitofarmaci suggerisce che l’esistenza di tali effetti negativi potrebbe avere un impatto enorme sull’ attività agricola.
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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Riboldi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  Relatore: Elisabetta Zanardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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bensulfuron
biodiversità
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