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Strategie competitive nel settore aereo low-cost: casi a confronto

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4 quindi stata caratterizzata da un mercato aereo intra-comunitario disciplinato da una fittissima rete di accordi bilaterali 7 , stipulati tra i singoli governi e rinnovati periodicamente. Su tale argomento è importante attuare un breve approfondimento in quanto le attività di viaggio possono essere disciplinate secondo tre differenti principi, ciascuno dei quali si basa su una diversa interpretazione del rapporto esistente tra spazio aereo e territorio nazionale. In particolare il traffico aereo internazionale può essere regolato da accordi multilaterali, bilaterali nazionali e bilaterali di tipo regionale. La disciplina multilaterale del trasporto aereo trova fondamento nel principio Open Skies secondo il quale lo stato giuridico dei cieli è assimilabile a quello dei mari internazionali 8 per i quali la navigazione è libera. Al contrario, la sovranità dello Stato sullo spazio aereo sovrastante il proprio territorio, che è stata la “madre di tutti i nazionalismi”, costituisce il principio su cui si basa il bilateralismo “nazionale”, vale a dire la prassi la quale prevede che gli accordi nel settore del trasporto aereo siano negoziati tra coppie di Stati. In tempi relativamente recenti, con la nascita di aree economiche e politiche “allargate” si è andata sempre più concretizzando la possibilità che gli accordi siano definiti non più tra singole nazioni ma a livello più ampio, regionale, nel tentativo di sfruttare il maggior potere che nelle contrattazioni possono esercitare le organizzazioni sovranazionali. Tuttavia, gli accordi regionali limitano le iniziative dei singoli Stati in quanto, generalmente, solo alle autorità centrali spetta il diritto di negoziare i rapporti aeronautici con il resto del mondo. Tale stato di fatto può costituire un elemento negativo per i vettori nazionali più deboli in quanto, nella contrattazione a livello centrale, vi è la possibilità che le esigenze delle singole compagnie, certamente salvaguardate dagli accordi bilaterali “puri”, possano essere sottovalutate in quanto secondarie rispetto agli obiettivi comuni prefissati. 9 Furono quindi gli accordi bilaterali, in vigore tra ogni coppia di stati membri, quelli che dominarono l’Europa, che nel complesso risultavano essere più di 200. Intese che contemplavano una forma estremamente rigida di controllo sull'entrata e sulla capacità di offerta, ed altri accordi bilaterali che giungevano persino a stabilire che le aviolinee operanti avrebbero dovuto dividere equamente costi e ricavi sulle tratte servite tra i due Paesi (cost and revenue pooling). 10 In particolare negli anni quaranta l’Europa aveva scelto la politica di difendere i mercati nazionali attraverso un sistema di negoziazioni bilaterali che dovevano rispondere a quattro regole molto rigide miranti a favorire le compagnie di bandiera: 1) Su ciascuna rotta era ammessa una sola compagnia aerea per ciascun Stato, in genere la 7 Detti ASA, Air Service Agreements. 8 Bulgherini T. 1984. 9 Carlucci F. 2003. 10 Valdani E. Jarach D. 1997.

Anteprima della Tesi di Barbara Auricchio

Anteprima della tesi: Strategie competitive nel settore aereo low-cost: casi a confronto, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Barbara Auricchio Contatta »

Composta da 220 pagine.

 

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