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Quasimodo traduttore di Neruda

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3 Inoltre, Quasimodo raramente traduce tutto un poema o un poeta: in genere sceglie i passi che gli sembrano più adatti a una sua interpretazione, le parti che, secondo lui, meglio si prestano alla trasposizione, quelle che presentano zone di “moderno” tali da consentire una rilettura personale, originale. Questa consuetudine rientra nel frammentismo ermetico, dovuto alle possibilità e aperture che il frammento offre ai fini dell’illuminazione lirica immediata. Sulla rivista “Primato”, nel numero del 15 giugno 1940, Cesare Angelini, a proposito dei Lirici greci, sottolineava l’equivoco di chi, esasperando il culto del frammento, forzava l’interpretazione, adattandola a un intellettualismo chiuso ed esasperato. A suo parere, ciò era tipico di una “poesia per iniziati” come quella ermetica. In realtà, più che di frammenti, si trattava, secondo lui, di “frantumi”, giunti incompleti da testi tendenzialmente mitici, e come tali “essenzialmente narrativi” 2 . Lo scambio fra traduttore e tradotti si rivela, comunque, reciproco: i Lirici greci, Virgilio, Catullo, Omero, lasciano nella poesia di Quasimodo segni di concretezza, di realismo, visibili già nelle Nuove Poesie (1936-42; la prima traduzione dei Lirici greci risale al 1940). Già sulle rive dello Xanto (Alceo) ha come presunto modello Sulle rive del Lambro; Lo stellato (titolo di Ibico) è ripreso da Cavalli di luna e di vulcani: “cieli densi aperti agli stellati”; nella citata poesia Cavalli di luna e di vulcani, l’espressione “a rive d’alberi e fiumi” ha generato il titolo di Ibico Albero in riva al fiume; il motivo iniziale degli uccelli presso il fiume e quello finale delle canne di Alceo, in Già sulle rive dello Xanto (“Già sulle rive dello Xanto ritornano i cavalli, / gli uccelli di palude scendono dal cielo”, e verso la fine “la verde canna spunta”) è presente anche in La dolce collina: “Lontani uccelli aperti nella sera tremano sul fiume / [...] / Fra le tenere canne delle rive”; l’uccello in movimento verso l’acqua è in Ride la gazza, nera sugli aranci: “già l’airone s’avanza verso l’acqua”. L’ingresso di Quasimodo nel mondo dei classici comincia con i Lirici greci (1940). Ma di quest’opera si parlerà a parte, e più dettagliatamente, più avanti. Dopo i Lirici greci, accanto ad altri classici, Quasimodo incontra Omero. Anche in questo caso, Quasimodo non traduce tutto Omero, con le sue 2 Angelini, Cesare, in “Primato”, 15 giugno 1940; cfr. Quasimodo, Salvatore, Lirici greci, a cura di Niva Lorenzini, Milano, Mondadori, 1985, pp. 220-221

Anteprima della Tesi di Maria Stefania Dutto

Anteprima della tesi: Quasimodo traduttore di Neruda, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Maria Stefania Dutto Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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