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La televisione del futuro: digitalizzazione e interattività

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Ulisse Vitali La televisione del futuro: digitalizzazione e interattività 11 ricezione, è la possibilità di trasmettere un numero maggiore di canali occupando la stessa quantità di frequenze. Ciò è possibile grazie a delle tecniche che permettono una compressione del segnale digitale in modo che occupi meno spazio, in quanto in forma non compressa necessiterebbe di capacità di trasmissione enormi. Questo, oltre ai notevoli benefici a livello ambientale grazie al minor inquinamento elettromagnetico, permette di gestire in maniera più razionale una risorsa limitata quale lo spettro delle frequenze hertziane. La compressione del segnale consiste nell’eliminare tutte le informazioni non essenziali e le ridondanze spaziali (all’interno di ogni fotogramma) e temporali (tra un fotogramma e l’altro), trasmettendo soltanto le informazioni che sono cambiate tra un’immagine e la successiva. Ovviamente maggiore è la compressione del segnale minore sarà la qualità finale delle immagini. Si tratta quindi di trovare il giusto compromesso tra compressione, per ridurre la larghezza di banda necessaria alla trasmissione del segnale, e qualità e di scegliere se trasmettere, nello spazio attualmente occupato da un canale analogico, un solo canale ad alta definizione oppure più canali di qualità inferiore 3 . Nel 1993 una commissione statunitense costituita per studiare uno standard di compressione (il Moving Picture Experts Group) ha messo a punto il sistema MPEG-2, in grado di ridurre notevolmente la quantità di spazio necessaria alla trasmissione dei segnali digitali, in seguito adottato su scala mondiale dai vari organismi interessati. 2.1.2 Lo standard DVB Nel 1993 è stata messa a punto una serie di criteri e requisiti tecnici comuni a livello europeo per la trasmissione e la ricezione televisiva in digitale che prende il nome di DVB (Digital Video Broadcasting). Il Digital Video Broadcasting Project è un consorzio industriale che comprende più di 300 broadcaster, produttori, operatori di rete, sviluppatori di software, enti regolatori e altri in più di 35 nazioni. Il suo scopo è di elaborare degli standard universali per la diffusione globale della televisione digitale e dei servizi ad essa legati. Lo standard DVB, essendo basato sul sistema di codifica MPEG-2, garantisce una totale compatibilità tra i diversi sistemi, indipendentemente dal produttore che ha fornito le apparecchiature, e distribuisce praticamente ogni tipo di segnale digitale: sia TV ad alta 3 Esistono quattro tipi di segnali a diversi livelli di qualità. Televisione ad alta definizione (HDTV), televisione a qualità migliorata (di qualità simile a quella in studio e in formato 16:9), televisione a definizione standard (di qualità comparabile alla TV analogica attuale) e televisione a definizione limitata (qualità inferiore dovuta a una riduzione della risoluzione).
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La televisione del futuro: digitalizzazione e interattività

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Informazioni tesi

  Autore: Ulisse Vitali
  Tipo: Tesi estera
Anno: 2004
Docente/Relatore: Giuseppe Richeri
Conseguita presso: Università della Svizzera Italiana (USI)
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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