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Affiches Posters Banners: la visibilità delle merci dalle Esposizioni universali ad Internet

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6 metri, tutte uguali e di ghisa; 3000 travi a traliccio di 7 metri, ed era inviluppata da 93.000 metri quadrati di vetro (300.000 pannelli di vetro, 205 travi di legno per la posa dei pannelli). I pezzi furono prefabbricati fuori Londra. 9 La cura dei dettagli fu incredibile: venne studiata una macchina a spazzole rotanti per verniciare gli elementi prima del montaggio, e realizzato un progetto che sarà poi presente in tutte le esposizione successive: quello della smontabilità. All’interno il palazzo era dipinto in azzurro, giallo e rosso; lo spazio a piano terra era suddiviso in percorsi paralleli alla navata centrale o al transetto, mentre al piano superiore si trovavano delle gallerie disimpegnate da dieci scale doppie. Al centro della navata e del transetto erano state collocate molte opere di grande mole, come una fontana di cristallo alta quasi 8 metri che occupava il centro dell’edificio. La Great Exhibition fu aperta dalle regina Vittoria il 1° maggio 1851, rimanendo aperta al pubblico fino all’11 ottobre, domeniche escluse, dalle ore 10 (12 il sabato) alle 19 con ingresso a pagamento. I visitatori inglesi appartenevano a tutte le classi sociali: la regina ed il principe furono tra i più assidui, e non mancarono numerose scolaresche; molte fabbriche organizzarono visite per i loro operai. Alla mostra furono esposte le opere più diverse, dalle macchine industriali, alle locomotive, agli oggetti di uso comune e domestico, alle raffinate produzioni delle vetrerie francesi: si alternavano oggetti palesemente prodotti in serie ad uso commerciale ed altri prodotti ancora artigianali. Per preservare la sopravvivenza di questi ultimi, che erano ormai seriamente minacciati dalla massiccia produzione industriale, molti artisti si impegnarono a rendere le loro opere “uniche” e preziose, grazie soprattutto da un lato all’appoggio della borghesia, che voleva che l’oggetto d’arte rimanesse uno status symbol di una ben precisa classe sociale, ed aborriva, dunque, la diffusione di questi prodotti fra le classi sociali “inferiori”, e dall’altro alle applicazioni tecnologiche dell’epoca, come la galvanoplastica, che consentiva di dorare o argentare anche i metalli vili con lamine sottilissime. Vi parteciparono tredicimila espositori e il numero dei visitatori 9 Cfr. M. Grisotti, “Le Esposizioni Universali da Londra 1851 a Bruxelles 1958”, in “Centro di studi di pianificazione urbana e rurale”, Napoli, Anno acc. 1958.59, pag.137. Per la prima volta furono realizzati elementi prefabbricati prodotti in serie e portati in cantiere pronti per essere messi in opera.

Anteprima della Tesi di Elena Brinchi

Anteprima della tesi: Affiches Posters Banners: la visibilità delle merci dalle Esposizioni universali ad Internet, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Elena Brinchi Contatta »

Composta da 365 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.