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L'evoluzione delle regole di concorrenza nel diritto comunitario

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V mantenimento di un regime di concorrenza efficacie. La Commissione sembra far sua, in particolare, una convinzione: qualora messi in atto da imprese con uno scarso potere di mercato, ben difficilmente gli accordi possono esser considerati restrittivi della concorrenza. Questo suo mutato atteggiamento ha influito anche sulle block exemptions di nuova generazione: nei nuovi regolamenti d’esenzione sugli accordi verticali ed orizzontali, l’approccio formalistico, basato una check-list di clausole nere, grigie e bianche, fa spazio ad un approccio economico, fondato sulla presunzione di liceità nei confronti degli accordi “sotto-soglia”. In poche parole, da un regime in cui “tutto era vietato, salvo ciò che espressamente consentito”, si è passati ad un regime nel quale “tutto è consentito, salvo ciò che espressamente vietato”. Da un punto di vista procedurale, la modernizzazione delle regole di concorrenza ha portato alla sostituzione del vecchio regolamento 17/62 con il nuovissimo regolamento 1/2003 che stabilisce un regime di eccezione legale direttamente applicabile che permette un controllo a posteriori ed un’applicazione decentrata delle regole di concorrenza comunitarie. Il cuore di questa riforma consiste nel fatto che anche il par. 3 dell’art. 81 TCE viene reso direttamente applicabile: così, le intese vietate dall’art. 81.1 TCE ma rispondenti alle condizioni di cui al paragrafo 3 dello stesso articolo, sono lecite dalla loro conclusione, senza che occorra una previa decisione d’esenzione, ed una notifica per ottenerla. Un cambiamento di tale portata non è ovviamente privo di conseguenze. In primo luogo, ponendo fine al meccanismo delle notifiche, responsabilizza le imprese che dovranno autonomamente valutare se i loro accordi siano o meno compatibili con l’art. 81 TCE. In secondo luogo, trasformando l’art. 81 in una norma unitaria che sancisce al contempo il divieto e l’eccezione volta a temperarlo, fa si che i singoli soggetti possano invocarlo davanti ai Tribunali nazionali o a qualsiasi Autorità nazionale competente, portando in tal modo all’applicazione decentrata delle regole di concorrenza a divenire realtà. In terzo luogo, liberando la Commissione dal precedente sovraccarico dovuto all’esame delle notifiche, impone che questa sia dotata di nuovi poteri in modo da garantire l’efficienza del nuovo controllo a posteriori.

Anteprima della Tesi di Gian Franco Chianale

Anteprima della tesi: L'evoluzione delle regole di concorrenza nel diritto comunitario, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gian Franco Chianale Contatta »

Composta da 408 pagine.

 

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